Chiacchiera del Vicolo
La Compagnia del Clan di Gelo e Sangue, formata da
Antonio L., nel ruolo di Sir Bako Harr’ash, il Fondatore del Clan Ghiaccio e Sangue, Cavaliere della Lacrima Celeste
Jorge S.R. è Lady Diondre Quen, La Sopravvissuta aka “Benkey, Tuono Perforante”, Dama della Lacrima Celeste
Sauro S. nel ruolo di Lady Lip, La Vendicativa Cacciatrice Combinaguai, Dama della Lacrima Celeste
Maurizio M. nel ruolo di Sir Sealgair Deamhan, “Servitore” dai Multiformi Doni, Cavaliere della Lacrima Celeste
Mirko L. nel ruolo di Sir Syvarel Elumion, l’elfo valoroso dalla lira melodiosa, Cavaliere della Lacrima Celeste
Marco F. nel ruolo di Sir Andrè Moreau, il Raccoglitore di Anime, Cavaliere della Lacrima Celeste
-Inizia il misterioso viaggio del gruppo nella famigerata foresta. Qui ambiente e magia non sono mai come te li aspetti; così, inizialmente si ritrovano in una faggeta primaverile in cui la luce brilla diversamente che all’esterno, ed un microscopico muschio luminescente si decompone se staccato e si ricompone come prima dietro il loro passaggio, senza lasciare tracce e neanche saziare i cavalli che se ne nutrono. Sealgair si affida alla magia per volare e osservare la direzione presa dall’alto, ma inizia a vorticare come una foglia al vento tirando con sé cavalli e Bako aggrappati alla corda di sicurezza che lo legava. Si perdono e capiscono di star piegando ad est dopo essersi troppo avvicinati al centro. Si ritrovano solo grazie al canto di Syvarel, che però appare intermittente. Compare quindi un buffo folletto peloso che nasconde il muso dietro una foglia secca: apre il palmo della mano per chiedere qualcosa, ma nessuno dei doni offerti, da mani, a rose a monete d’oro, viene accettato. Seguendo il folletto, secondo Sealgair legato alla Corte d’Autunno, piegano verso ovest, ciò li porta fuori dalla faggeta ma dentro un loop spazio-temporale di un bosco frattale in cui il tempo passa ma non possono uscire, neanche scalando gli alberi. Tutto in varie misure ripete lo stesso albero con la stessa forma, su scale dimensionali diverse. Bako ha l’intuizione quindi di cercare l’albero più grande “che racchiude tutto” e seguendo i rami maggiori giungono ad un albero colossale. Bako stesso lo scala con molta difficoltà, ma arrivato in cima, sbuca in una calda radura estiva dorata e fiorita. Dietro di lui, una muraglia orizzontale che capisce essere la chioma dell’albero padre dei frattali. Getta una corda, ma la strada fino su per molti altri sarà forse ancora più ardua.