7 di Hander 1419
I Cinque Dèi Maggiori stanno perdendo fedeli
Emnotork
Le prime avvisaglie sono arrivate come le notizie che contano: non con un’esplosione, ma con una serie di dettagli incoerenti, raccolti in giorni diversi, in città diverse, da bocche che raramente si sbilanciano.
Secondo i chierici più influenti di Emnotork, si stanno verificando stranezze liturgiche e metafisiche che non venivano registrate da secoli: preghiere che “non agganciano”, benedizioni che risultano più deboli del consueto, riti che un tempo garantivano segni certi e che ora lasciano solo silenzio. Piccole crepe, all’inizio. Poi, improvvisamente, il sospetto: non è un problema dei sacerdoti. È un problema degli dèi.
Come funziona davvero il Pantheon di Emnotork
Il rango di divinità non è garantito per l’eternità.
Il Pantheon Emnotorkiano è regolato da una legge semplice e brutale: una divinità esiste finché viene pregata.
Gli dèi pregati sono legittimati: possono far valere la propria volontà sul continente, sempre tramite un rappresentante divino.
Gli dèi dimenticati decadono: svaniscono dal Pantheon e, con essi, svanisce la loro capacità d’influenza su Emnotork.
Più fedeli significa più stabilità. Meno fedeli significa rischio di scomparsa.
Nessuna divinità può prendere forma fisica sul continente: risiedono tutte ad Avon, regione dell’Altrove. Ma il loro potere filtra nel mondo attraverso la fede. E la fede… oggi, sta collassando.

I Cinque Dèi Maggiori: tutti in calo, contemporaneamente
La notizia che scuote il continente è questa: le cinque divinità maggiori stanno perdendo ingenti quantità di fedeli, tutte insieme, nello stesso arco di tempo. Un evento tanto improbabile da spingere alcune gerarchie sacerdotali a parlare apertamente di “mano esterna”.
Ecco i Cinque, e la particolarità che li ha resi pilastri del culto emnotorkiano:
- Weinal, Dio della Folgore e della Giustizia benevola — la sua legge è l’equità: “illumina” ciò che è giusto e ciò che è lontano dalla sua benevolenza.
- Malvar, Padre dei Tritoni e Re dei Mari — il suo credo è il cambiamento: il mare come vita in movimento e fertilità perpetua.
- Vorrath, Fiamma della Purificazione — il suo dogma è il fervore: la luce che redime e giudica, la fiamma sempre viva come segno di verità.
- Okna, Equilibrio di Vita e Sangue — la sua particolarità è la dualità sacra: sangue instillato e sangue versato, vita e morte come cerchio unico.
- Il Dio del Vuoto, il Nulla Assoluto — paradossalmente stabile nel terrore e nell’estasi: nessun tempio, solo congreghe, perché il Vuoto “nega” anche l’idea di costruire.
Secondo le stime interne ai templi (non ufficiali, ma concordi), il calo non è localizzato: si parla di un fenomeno trasversale, che tocca porti, capitali, villaggi e persino comunità storicamente monolitiche.

Cosa significa: potere in caduta e rischio decadenza
In Emnotork la teologia è anche geopolitica: meno fedeli non significa solo meno candele accese, significa meno potere reale.
Se la perdita continua:
- i rappresentanti divini riceveranno meno “legittimazione”;
- i miracoli diventeranno rari o deboli;
- gli ordini religiosi perderanno autorità;
e soprattutto: i Cinque potrebbero decadere dall’Ordine delle Divinità Maggiori.
Il Concilio dei Draghi, interpellato dai nostri corrispondenti, avrebbe già lasciato filtrare una posizione tagliente: se il calo prosegue, non sarà più possibile considerarli “i Cinque” nel senso istituzionale del termine. In altre parole: il vertice del Pantheon potrebbe cambiare.
E quando cambia il vertice… cambiano le regole del continente.
La situazione precipita: e se fosse la firma dei Caduti di Amniax? Qui il Giornale del Drago è costretto a muoversi tra cronaca e paura.
Perché una cosa è un calo di fede.
Un’altra è un calo sincronizzato, su cinque culti radicalmente diversi, inclusi quelli che prosperano anche nel dissenso e nella follia. È per questo che, tra i chierici più alti in grado e tra alcuni osservatori del Concilio, si fa strada un nome che nessuno pronuncia volentieri: i Caduti di Amniax.

Non abbiamo (ancora) prove definitive. Ma l’idea circola con forza:che qualcuno stia erodendo la fede non convincendo, non convertendo, ma spezzando il legame stesso tra preghiera e risposta.
Un sabotaggio del meccanismo.
Una firma che non mira a sostituire un dio con un altro… ma a rendere il Pantheon instabile, e quindi vulnerabile.
Se fosse vero, non sarebbe solo un attacco ai templi.
Sarebbe un attacco alla struttura invisibile che tiene insieme Emnotork.
Per ora le chiese tacciono ufficialmente, ma si muovono.
Le congreghe si chiudono.
Gli ordini religiosi si armando “per cautela”.
E tra le pieghe del continente corre una domanda che nessun fedele osa dire ad alta voce: e se gli dèi stessero per essere traditi dai propri fedeli senza possibilità di ritorno? E se forse, Amniax sta indicando loro qualcosa per la quale si meritano quanto sta accadendo…
Bambini salvati e brodo di talpa (GDR 84)
Seta di Sabbia
Nel cuore della nostra capitale continentale Seta di Sabbia, un allarme di massima gravità è stato lanciato in queste ultime settimane: i bambini frequentanti il catechismo presso i templi di Sol e Lunara, come anche di varie altre divinità maggiori e minori, sono stati rapiti in gran numero. A quanto pare, alcuni elementi interni a questi ordini religiosi erano in realtà cultisti di Amniax, con l’obiettivo di minare la gioventù fedele alle nostre amate divinità. Non solo quello: a quanto pare i bambini che non hanno avuto la fortuna di salvarsi, sono passati per un violento e terribile processo di trasformazione, che ne ha modificato la specie, e li ha asserviti ad Amniax per l’eternità.

Questo macabro traffico di esseri umani è stato fermato dalla compagnia del Passo dell’Oro, che coraggiosamente ha indagato in questo intricato sistema di corruzione e deportazione, riuscendo non solo a smantellarlo, ma addirittura a salvare i bambini ancora salvabili.Parla la madre di Raffaelito, uno dei bambini coinvolti in questa vicenda:“Quando ho offerto il mio speciale brodo di talpa alla compagnia ho capito subito che erano delle brave persone. Ho raccontato loro degli amici scomparsi di Raffaelito, e sono riusciti a risalire alla fonte di tutto da soli. Gli dèi benedicano il passo dell’oro!”
Il rappresentante di Vorrath e della sua chiesa fra i mortali, Anastasio Roccaforte, non è rimasto indifferente davanti all’aiuto prestato dalla compagnia del Passo dell’oro. Infatti, egli dichiara di aver scelto come ringraziamento un simbolo di speranza e di caldo focolare familiare: una riserva pressocché illimitata di brodo di talpa a disposizione degli avventurieri di Seta di Sabbia. Dice ai nostri giornalisti:“alcuni avventurieri non agiscono per oro o ricchezza, ma affinché la fiamma di Vorrath possa scaldare i cuori delle famiglie che lo amano. Quindi li ripagherò con lo stesso amore!”. Che eroi. Non vedranno un soldo dalle chiese per questa grande impresa, un esempio per tutti gli avventurieri di Emnotork! Non ci resta che prestare attenzione a questo gruppo, che sembra essere una nuova grande forza fra le fila del bene.
Giostre e Tempeste (GDR 79)
Mesa Negra
Gli abitanti di Mesa Negra guardano a ovest con una certa apprensione, e non solo perché da quella parte il sole tramonta sempre in modo un po’ sinistro. Negli ultimi giorni, infatti, si è verificato un fenomeno meteorologico-magico tanto spettacolare quanto scomodo: un potente incantesimo, o qualcosa che gli assomiglia molto, avrebbe causato la sparizione totale della fauna nel raggio di diversi chilometri. Uccelli svaniti a mezz’aria, branchi dissolti come nebbia al mattino. La flora, curiosamente, è rimasta intatta, come se alberi e cespugli fossero stati educatamente esclusi dal disastro.
L’Ordine di Rinnar ha prontamente avviato un’indagine ufficiale, con il consueto zelo e le consuete dichiarazioni rassicuranti. Meno rassicurante è il fatto che una squadra inviata a esplorare l’area colpita non abbia mai fatto ritorno. Le autorità parlano di “comunicazioni interrotte” e “condizioni impreviste”, mentre in città si preferisce usare termini più diretti come “spariti nel nulla”.
Nonostante ciò, l’Ordine invita alla calma: la situazione è “sotto osservazione”, espressione che, come sempre, significa che nessuno sa davvero cosa stia succedendo, ma qualcuno sta sicuramente prendendo appunti.
E ora, una nota più lieta — perché anche nelle tragedie bisogna saper trovare il lato positivo. A Xanthra, lontano da sparizioni misteriose e magie fuori controllo, il quartiere orientale è in fermento: i Giochi di Gebbo il Ciucco sembrano finalmente pronti a partire. Bancarelle in costruzione, scommesse già perse e un entusiasmo contagioso animano le strade.
Gebbo il Ciucco, figura tanto amata quanto sfuggente, non si fa vedere da tempo, ma secondo i locali la sua presenza è “praticamente certa”. E se così non fosse… be’, almeno la città avrà una festa.
Perché mentre a ovest scompaiono animali e investigatori, a est si montano giostre. Il mondo è strano, ma sa ancora come intrattenerci.
Il Male si Dissolve (GDR 40)
Monti di Stagno
Negli ultimi mesi, gli osservatori del cielo hanno registrato una sequenza anomala di cadute celesti a nord-ovest, sorprendentemente allineate con altri impatti avvenuti in precedenza lungo una direttrice coerente. La definizione di “comete” resta, allo stato attuale, una comoda approssimazione: la natura esatta di questi corpi non è stata confermata, né per composizione né per origine orbitale.
Ciò che distingue questi eventi da semplici fenomeni astronomici è ciò che è avvenuto dopo gli impatti.
Subito a seguito delle cadute, diverse segnalazioni parlano di creature sconosciute emerse dalle aree colpite e riversatesi verso i Monti di Stagno, come attratte da un richiamo preciso. Non si tratta di migrazioni caotiche: i movimenti osservati sono coerenti, direzionali, quasi strategici. Le popolazioni locali, già indebolite da una misteriosa malattia che colpisce uomini e bestiame, si trovano ora a fronteggiare una minaccia ulteriore, tangibile e ostile.
Naturalisti e arcanisti sono divisi. Alcuni ipotizzano che gli impatti abbiano liberato spore o energie latenti capaci di alterare la fauna. Altri parlano di varchi temporanei, apertisi al momento dell’impatto e poi richiusi. Nessuna teoria, tuttavia, spiega pienamente un dettaglio emerso solo tra coloro che possiedono sensibilità extrasensoriali.

I sensitivi della regione riferiscono unanimemente di aver percepito un improvviso fremito nel delicato equilibrio tra vita e morte. Non un rafforzamento, bensì una dissoluzione: come se una vasta energia necromantica, presente da tempo e mai individuata con precisione, fosse stata improvvisamente dispersa o annientata.
Se così fosse, le creature ora in movimento potrebbero non essere l’origine del fenomeno, ma una sua conseguenza. Come predatori privati del loro nido. O come strumenti rimasti senza padrone.
Resta una domanda aperta alla comunità scientifica e arcana: stiamo osservando una pioggia di comete… o gli effetti collaterali della rimozione di qualcosa che non avrebbe mai dovuto essere toccato?
Ombre sul Palco di Numasor (GDR 26)
Numasor
Numasor non dorme più sonni tranquilli da quando, nelle ultime notti, il confine tra finzione e realtà si è fatto pericolosamente sottile. Voci insistenti parlano di uno spettacolo teatrale degenerato in caos, sangue e accuse, lasciando dietro di sé più domande che risposte.
Secondo alcune testimonianze, un gruppo di avventurieri — già noti alle cronache per presunti legami con la recente morte di due agenti dei Corvi Blu — sarebbe giunto in città attirando sguardi diffidenti.
La loro presenza non è passata inosservata, soprattutto dopo l’incontro con la misteriosa Compagnia dell’Ombra Bianca, artisti erranti dal talento indiscusso e dalle intenzioni, a quanto pare, ambigue.
Convinti a collaborare, gli stranieri avrebbero accettato di prendere parte a uno spettacolo, alcuni addirittura salendo sul palco come attori.
Ma ciò che il pubblico ha visto non era semplice teatro. La rappresentazione, studiata nei minimi dettagli, avrebbe messo in scena un omicidio realmente avvenuto, rielaborandone gli eventi in modo tale da addossarne la colpa proprio agli avventurieri stessi. Un’illusione raffinata, capace di confondere occhi e coscienze.
Il finale dello spettacolo ha gelato la sala: gli attori, rivelatisi agenti dei Corvi Blu sotto mentite spoglie, hanno accusato apertamente i protagonisti di omicidio.
Le guardie hanno fatto irruzione, e la tensione si è spezzata nel fragore delle armi.
Ne è seguito uno scontro violento, interrotto solo dall’annunciato intervento degli Inquisitori, presenti in città per i solenni Concilî per i Caduti.
Eppure, prima che l’ordine potesse essere ristabilito, gli accusati sono fuggiti, svanendo tra i vicoli di Numasor.
Restano il palco vuoto, un copione macchiato di menzogne e una città che ora si chiede: chi stava davvero recitando, e chi dice la verità?
Gli anni Rubati (GDR 55)
Xantrar
Xantrar celebra oggi un traguardo atteso da generazioni: sono ufficialmente iniziati gli scavi presso gli Abissi degli Antichi, il sito archeologico riemerso a poca distanza dalla città. L’evento è stato reso possibile dal recupero della Tortile, antica reliquia di protezione senza la quale, secondo i Chierici Custodi, qualunque tentativo di esplorazione sarebbe stato un azzardo sacrilego. Ora, con i sigilli attivi e le benedizioni rituali completate, studiosi e operai hanno finalmente varcato l’ingresso del sito.
Le autorità parlano di un giorno storico. Le prime ricognizioni promettono scoperte capaci di illuminare un’epoca precedente persino ai grandi Cataclismi. Ufficialmente, non vi è motivo di temere: gli Abissi sono sotto controllo.
Eppure, mentre le pale affondano nella terra antica, qualcosa di invisibile sembra muoversi tutt’attorno.
Negli ultimi giorni, proprio nelle aree limitrofe agli scavi, si moltiplicano segnalazioni inquietanti. Alcuni abitanti si sarebbero risvegliati improvvisamente invecchiati di decenni: capelli imbiancati, pelle segnata, corpi indeboliti come se il tempo avesse corso senza di loro. In casi più gravi, il risveglio non avviene affatto: i Chierici parlano di decessi silenziosi, avvenuti nel sonno, senza segni di violenza.

Le indagini sono in corso, ma un elemento accomuna tutti i casi noti. Le spoglie delle vittime presentano tracce di cheratina cristallizzata, mentre le unghie si trasformano in una sostanza verde, dura e lucente, simile allo smeraldo lavorato. Un fenomeno che sfugge tanto alla medicina quanto alla teologia convenzionale.
C’è chi sussurra di divinità antiche, di forze che deridono l’ordine e giocano con il tempo come fosse un’illusione. Coincidenze, dicono i Chierici. Ma la città mormora, e una domanda serpeggia tra i vicoli e le taverne:
chi sta rubando questi anni agli abitanti di Xantrar?
Finché nessuno risponderà, ogni progresso potrebbe avere un prezzo che non compare nei registri ufficiali.
La Scomparsa della Dama (GDR 21)
Velen

A Velen, la città del sud che guarda il mare come se potesse lavarsi le mani nel sale, nulla accade mai per caso. Eppure le recenti esplosioni nel cuore urbano, seguite da scontri violenti e apparizioni inquietanti, vengono archiviate dalle autorità come “residui tardivi” del vecchio conflitto tra Tecnomanti e Mano del Grano. Una spiegazione comoda. Forse troppo.
Testimoni parlano di detonazioni precise, quasi chirurgiche, non di rozzi ordigni dimenticati. E proprio all’apice del caos, sarebbero comparsi elfi dall’aspetto demoniaco, deformati, furiosi, come se qualcosa li avesse svuotati di volontà e riempiti di rabbia. Possessione? Esperimenti? O messaggeri di un potere più profondo?
La Famiglia Morthet è intervenuta con la consueta rapidità, ristabilendo l’ordine prima che troppe domande potessero essere poste. Curiosamente, nello stesso arco di tempo, la Piramide Pendente — baluardo di controllo e sorveglianza — è risultata “temporaneamente manchevole”. Cosa sia accaduto davvero non è chiaro.
Le malelingue, che spesso vedono più lontano delle torri ufficiali, puntano il dito sulla scomparsa di Dama Thilendelir, figura di spicco della più alta nobiltà elfica. Uccisa dai propri servitori, si mormora, forse posseduti. O fuggita prima che il disastro la travolgesse. Nessun corpo. Nessuna conferma. Solo silenzio.
C’è però chi rifiuta la versione arcana e indica un colpevole ben più terreno: la famigerata Compagnia del Pagliaccio. Un pagliaccio assassino, un gigante deforme, due fratelli elfici — lui biondo e raffinato, lei bruna e letale — legati, si dice, da un rapporto innominabile che già altre volte ha preceduto tragedie cittadine. E accanto a loro, nell’ombra, un uomo mutilato, con protesi biomeccaniche, che alcuni giurano sia il vero regista di tutto.
Coincidenze? Capri espiatori? O Velen è solo l’ennesima pedina in un gioco che si finge caos per nascondere chi muove davvero i fili?
L’illusionista (GDR 62)
Seta di Sabbia

Nella capitale, le cose non sembrano affatto procedere per il verso giusto. Con la discesa celeste della stirpe dimenticata di Amniax, un evento che molti credevano relegato a leggende ormai consunte dal tempo, la popolazione ha iniziato a interrogarsi seriamente sulla propria sicurezza.
La fiducia che un tempo veniva riposta nella corona vacilla, e sempre più voci si chiedono se la stessa regina Alicia sia davvero ancora in grado di garantire protezione e stabilità a una città sempre più inquieta.
In questo clima già saturo di dubbi, timori e tensioni sotterranee, fa la sua comparsa una compagnia tanto scomoda quanto enigmatica: la Gilda dell’Illusionista. Un nome che fino a poco tempo fa circolava solo nei sussurri, e che ora invece si lega a una serie di eventi sempre più difficili da ignorare. Individui insospettabili, apparentemente comuni e privi di tratti distintivi, hanno iniziato a imperversare tra le vie di Seta di Sabbia, sfruttando la trama illusoria per accrescere il senso di smarrimento che già serpeggia tra la gente.
Avventurieri di ritorno dalle spedizioni, mercanti lungo le rotte commerciali, operai nei quartieri più popolari: nessuno sembra esserne immune.Ogni strato della società ha iniziato a vedere e sentire cose che non esistono, o che forse esistono solo per un istante, abbastanza a lungo da insinuare il dubbio e poi svanire. La linea tra realtà e inganno si assottiglia, e con essa vacilla anche la sanità mentale di chi ne è colpito.
Urla nel buio senza una fonte apparente, immagini spaventose che svaniscono non appena si tenta di metterle a fuoco, aggressioni che lasciano ferite nell’animo ma nessuna prova concreta: episodi di questo genere si moltiplicano giorno dopo giorno. Essi finiscono per confondersi e intrecciarsi con i veri eventi legati alla luna di Ardys e all’incedere silenzioso ma costante dei servi di Amniax, rendendo sempre più difficile distinguere ciò che è reale da ciò che è illusione.
L’obiettivo ultimo della Gilda dell’Illusionista continua a sfuggire alle menti più acute della capitale. Nessuno riesce a comprendere quale sia il fine di questo caos accuratamente orchestrato. Intanto, il ritratto di un volto che tutti dicono di aver visto — e che la Gilda sembra voler imprimere nella coscienza collettiva — ha iniziato a circolare tra locande, taverne e guarnigioni. Eppure, per un motivo che resta inspiegabile, ogni volta che la guardia tenta di catturare un presunto membro della Gilda, si ritrova davanti qualcuno con il volto sbagliato, come se la verità stessa si rifiutasse di farsi afferrare.