EMNOTORK- CRONACHE DELLE NEBBIE- La Bruma Scarlatta – Sessione 32(19/07/2026)

La Chiacchiera del vicolo,
Lande delle Nebbie, Città Libere della Rodovia
Voivodato di Braslav, Villaggio di Varnesti


Tratto dai Racconti di :

Imanuel Cantanebbia
Bardo degli spiriti itinerante

Non erano passati nemmeno dieci minuti e l’intero edificio della taverna era avvolto dalle fiamme, il cui bagliore ardente si rifletteva negli occhi dei Sopravvissuti di Darken. Contemplavano come se si trovassero dinnanzi una enorme pira funebre. Elrin fu il primo a muovere qualche passo dopo aver proferito le ultime parole eppure, fu altrettanto il primo a fermarsi e voltarsi verso i propri compagni. «Allora…? Come vogliamo proseguire?», domandò.
«In che senso?», gli chiese qualcuno del gruppo.
«Per come la vedo io abbiamo due scelte: tornare indietro all’ingresso del villaggio ed iniziare a bruciare ogni singola casa che incontriamo oppure, passare in rassegna il villaggio per scongiurare la presenza di nemici, eliminare ogni presenza ostile e solamente dopo, procedere alla bonifica degli edifici.», rispose allora Elrin.
«Ci servirà parecchio combustibile per bruciare tutte queste case. Non so nemmeno se ci basteranno le duecento ampolle d’olio che abbiamo sul carro.», considerò allora Alavor.
«Dobbiamo recuperarle», disse allora Faolàn.
«Io ho bisogno del mio bastone. Non mi dispiacerebbe ripassare per il carro.», brontolò quindi Gronk. Il gruppo era d’accordo, così tornarono sui propri passi fino al piazzale iniziale su cui si affacciava la strada d’ingresso del villaggio. La casa a cui avevano appiccato l’incendio era oramai avvolta dalle fiamme.  La nebbia era divenuta più fitta e quando il gruppo cercò di uscire dal villaggio, notarono che la bruma era talmente densa da azzerare la visibilità oltre un raggio di trenta metri. Lo sconforto si fece strada tra le loro viscere mentre prendevano consapevolezza  che raggiungere il carro sarebbe stato più rischioso del previsto.
«Merda! Quanta nebbia..,!», ringhiò Holg.
«Già. E’ praticamente impossibile individuare il carro con questa visibilità. Rischieremmo soltanto di perderci tra le nebbie…e voi sapete che non è mai bene perdersi tra le nebbie, in queste terre.», considerò Elrin. Le teste dei suoi sei compagni si mossero all’unisono nel condividere quel pensiero. Dovevano rassegnarsi, avrebbero dovuto procedere senza le ampolle d’olio e Gronk dovette mettersi il cuore in pace sul suo bastone ferrato.
Così, i sette proseguirono lungo la stradina della taverna. Passando davanti l’edificio, notarono come le fiamme avessero avviluppato anche la fiancata della casa accanto. L’incendio si stava diffondendo e ciò era un bene dato si che il fuoco sembrava essere l’unico elemento valido capace di annientare la Putrescenza scarlatta.
Gronk ed Alec decisero di seguire il vicolo che costeggiava il secondo edificio in fiamme, attirati da una scia di sangue sul terreno. Al di là dell’edificio si imbatterono in un’aberrazione che li fece fuggire senza troppe cerimonie. Il resto della compagnia – rimasti sulla vietta principale dall’altra parte dell’edificio – rimase stupita ed in allerta quando notarono i due compagni tornare di corsa.
«Cos’è successo?», volle sapere Alavor.
«Non so cosa cazzo ci sia là dietro ma qualunque cosa fosse …è orribile! Fa schifo al cazzo!», replicò Gronk con voce agitata. «Avevamo sentito un rumore, pensavamo di trovare un cavallo e invece…dobbiamo eliminarla.».
«Non mi sembra che vi abbia seguiti. Possiamo approfittarne e tenderle un agguato», considerò Elrin che era rimasto di guardia all’imboccatura del vicolo con spada e scudo in mano.
«Non vi ha nemmeno assaliti però…sicuri che sia ostile?», chiese Faolàn, anche lui teneva d’occhio il vicolo con arco e freccia pronti a scoccare al primo avvistamento nemico.
«Cambia qualcosa?», replicò Gronk, «Gli ordini che ci hanno dato sono chiari. Siamo qui per ripulire questo posto da qualsiasi cosa abbia a che fare con la nebbia rossa e questo mi basta.».
Alla fine il gruppo fu più che d’accordo. Così, imboccarono il vicolo fino a raggiungere l’intersezione con un’altra stradina principale. In principio, la creatura avvistata in precedenza non c’era più. Gronl l’avvistò poco dopo, quando si affacciò oltre il vicoletto. Descrivere l’essere che si ritrovarono ad una dozzina di metri di distanza richiederebbe uno sforzo non indifferente. La parte inferiore del suo corpo era quello di un quadrupede, presumibilmente un equino. Si intravedeva la parte finale del muso di un cavallo sporgere frontalmente ma il resto dell’animale era ricoperto da una grossa massa di carne aliena, putrescente e pulsante. La massa di carne era colma di occhi aberranti e bocche fameliche. Tre paia di lunghe zampe da aracnide fuoriuscivano dalla schiena, arcuandosi lungo i lati del corpo fino a sfiorare il terreno. L’aberrazione stava brucando tra le poltiglia di una massa di putrescenza scarlatta che stava deturpando la fiancata di una casa. Se ne stava cibando come se nulla fosse. Quando avvertì la presenza dei Sopravvissuti di Darken, l’aberrazione sollevò la testa giusto un istante prima di tornare a nutrirsi come se nulla fosse.  
«Cazzo…questa cosa mi mette a disagio…», brontolò Elrin che era avanzato in avanscoperta assieme ad Holg.
«Già…perché non ci attacca?», si domandò infatti il mezzorco.
Elrin si voltò verso il resto della compagnia, rimasti diversi metri indietro pronti ad attaccare il mostro con balestre, frecce ed incantesimi. 
«Inizia a scoccare», disse Elrin a Gronk che aveva l’arco teso e la freccia puntata contro la creatura.
«Io avrei iniziato a scoccare già da due giri di clessidra», replicò lui lasciando andare il budello dell’arco. La freccia sibilò nell’aria fino a conficcarsi nella massa di carne putrescente che ricopriva il dorso dell’aberrazione. Lo scontro iniziò. Holg ed Elrin contennero la creatura impedendole di avvicinarsi troppo ai compagni mentre il resto del gruppo si concentrava su attacchi a distanza. L’aberrazione si difendeva con le zampe da aracnide, un tentacolo che era fuoriuscito dalla massa carnosa e nubi tossiche  emesse dalle numerose bocche che la ricoprivano.
Nonostante tutto, i Sopravvissuti di Darken eliminarono l’aberrazione senza troppe difficoltà. Bruciarono persino il corpo – Elrin aveva un paio di fiaschette d’olio con sé, che usò per bagnare la carcassa prima che Alec la diede alle fiamme – prima di proseguire addentrandosi sempre più nel villaggio. Non c’era anima viva attorno a loro. La putrescenza scarlatta diveniva sempre più evidente pian piano che proseguivano verso la parte più interna del villaggio. Su alcune case avevano iniziato a comparire elementi della corruzione della Putrescenza, come enormi occhi aberranti o bocche che vomitavano sangue e interiora marce che spuntavano dai tetti  o le pareti esterne. Ad un tratto furono persino costretti a mandare un paio di loro in cima ad una casa per cercare di orientarsi e quando giunsero ad un grande piazzale, videro che era presente una piccola chiesa, un grande pozzo e decine di cadaveri sparsi. Uno di questi era ancora vivo – costringendo i Sopravvissuti di Darken a dargli la pace – ed dal grande pozzo al centro fuoriusciva una immensa massa di carne e protuberanze simili a tentacoli inermi e calcificati. 
Arrivati a questo punto, i Sopravvissuti di Darken presero la decisione di esplorare la chiesa, ascoltando il suggerimento di Faolàn.
«A Darken, la chiesa era un luogo sicuro», considerò in quell’occasione, «i non morti non erano entrati e la nebbia rossa nemmeno. Potremmo usarla come rifugio…».
«Sempre che non arrivi un nuovo colosso a sfondare le mura e raggiungerci», ringhiò Holg.
«Non credo che quell’individuo avesse a che fare con la nebbia rossa. Però ciò non toglie che dobbiamo avere un posto dove rifugiarci qualora la bruma rossa dovesse tornare. Ricordate? A Darken, ritornò più di una volta prima di sparire…», non era necessario che Faolàn aggiungesse altro. Il gruppo iniziò ad avanzare verso l’ingresso della chiesa…(continua…).

I sopravvissuti di Darken:

(ALAN G. interpreta)
Alavor di Darken,
questo mezzo Shadar-kai ha un segreto: è uno Stregone dell’Ombra con un passato da Cortigiano e faccendiere dello Starosta di Darken. Ha imparato a sopravvivere, non solo grazie a dialettica e carisma, ma anche grazie ai poteri magici innati originari dai Reami dell’Umbra.
(MARCO C. interpreta):
Faolàn il Rinato,
un ranger Rinato dalla morte, guardiacaccia di Darken la cui vita è stata segnata due volte: in primis dalla tragica morte di entrambi i genitori e, successivamente, dalla sua stessa morte, ucciso da uno Zombi durante la fuga dal suo villaggio natale. Nonostante la sua nuova condizione di Rinato, non ha dimenticato il suo obiettivo di vendicare la morte di suo padre, sbranato da una misteriosa bestia…
(MAURO V. nel ruolo di):
Holg “la bestia”
un feroce mezzorco barbaro cresciuto in mezzo agli orchi ed abituato a vivere più come un animale che come un essere civilizzato. Il suo nomignolo, “la bestia”, non rispecchia soltanto il suo modo di vivere ma anche la furia selvaggia con cui massacra i suoi nemici.
(NINO S. nel ruolo di):
Gronk “Mani d’acciaio”
Questo mezzorco è cresciuto come schiavo ed ha passato la sua intera infanzia tra gli allenamenti e le arene da combattimento nei circuiti di lotta clandestina. Dopo essersi ribellato ed aver ucciso il suo schiavista, ha intrapreso il cammino delle arti marziali per placare la sua ira e cercare la pace interiore. Rimasto sfigurato a causa di un incidente in battaglia mentre cercava di sopravvivere agli eventi legati alla Bruma Rossa che ha colpito Darken, rimane ossessionato dal raggiungere la perfezione del corpo e della mente attraverso allenamenti rigidi e costanti.
(ENRICO T. è l’alterego di:):
“Pavel” detto “Il Guercio”,
un mezzelfo che ha intrapreso la carriera di Assassino, nascondendosi dietro falso nome ed una finta identità costruitasi dopo essersi lasciato alle spalle un passato dalle umili origini. Vecchio amico d’infanzia di Alavor, aiutò Elrin e Gronk a scappare durante la rivolta degli schiavi a Portogrigio. Denaro e ambizioni personali sono la sua priorità, tornato nelle terre d’origini per farsi un nome e vendicarsi di chi lo ha tradito in passato.
(CRISTIAN P. interpreta):
Alec il “Senzazanna”
un mezzorco cresciuto in mezzo alle paludi da un piccolo Circolo di Druidi delle Spore, anch’egli ha abbracciato la via del druidismo prima di sopravvivere alla distruzione della sua famiglia adottiva per conto di una misteriosa mostruosità della palude. Si è trasferito a Darken per una nuova vita, ignorando che sarebbe stato soltanto l’inizio di nuovi orrori da affrontare…

Alleati:

(SERGIO L. l’Anima silente di:):
Elrin il mezzosangue,
Questo mezzelfo dal passato criminale ha lavorato per molto tempo come picchiatore e recupero crediti al servizio di un noto malfattore schiavista di Portogrigio. Dopo anni passati a servire il crimine, si è lasciato quella vita alle spalle e si è trasferito a Darken lavorando come guardia del villaggio. La sua filosofia di vita? Pensare ai fatti propri per campare più a lungo possibile.

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