EMNOTORK- CRONACHE DELLE NEBBIE- La Bruma Scarlatta – Sessione 37(27/09/2026)

La Chiacchiera del vicolo,
Lande delle Nebbie, Città Libere della Rodovia
Voivodato di Braslav,
Città di Braslav


Tratto dai Racconti di :

Imanuel Cantanebbia
Bardo degli spiriti itinerante

…il gruppo si lasciò alle spalle la Bottega di Oskar Velimir e, sotto suggerimento di Alavor, si avviarono all’Emporio della Salamandra grigia per parlare con Ovidiu Cernat, l’alchimista proprietario della bottega. Una volta raggiunto il luogo, Alavor parlò con l’uomo ordinando la preparazione di una pergamena magica con un incantesimo finalizzato ad identificare oggetti magici. Durante l’incontro, il mezzo Shadar-kai usò tutte le sue capacità di dialogo per far comprendere all’alchimista – senza essere troppo espliciti – che egli fosse interessato all’identificazione dell’orecchino che il Voivoda Turramov gli aveva ordinato di indossare. Oramai era pensiero comune che quel ninnolo fosse in realtà un pretesto per spiare a distanza i Sopravvissuti di Darken. Tuttavia, l’alchimista informò che gli ci sarebbe voluto un giorno per preparare la pergamena, invitandoli a ripresentarsi il giorno dopo.

Il gruppo passò la serata in locanda ed il giorno dopo, furono svegliati dalle urla di Alavor. Il suo sonno era stato disturbato da orribili incubi nei quali il mezzelfo affermava di aver incontrato una certa “Lucille”, una presunta fatina che Alavor sostiene di conoscere da quand’era piccolo.

Mentre Alec, Faolàn e Pavel rimasero con lui per tranquillizzarlo, Gronk ed Elrin se ne andarono fuori città per concedersi un paio d’ore di allenamento. Fu proprio in quel momento che un grosso, enorme cane nero si avvicinò. Dopo una prima cautela, il mezzorco ed il mezzelfo constatarono che il cagnolone era di indole fin troppo mansueta. Addirittura accolse amichevolmente le confidenze dei due, a tal punto che decisero di tornare in città per portar fuori il gruppo e convincerli a tenerlo. D’altro canto, un cane così grosso non sarebbe mai potuto entrare in città senza un’apposita autorizzazione; per questo motivo Alavor si adoperò in giornata affinché potessero riceverne una ufficiale presso l’ufficio mercenari.

In serata il gruppo raggiunse la bottega di Oskar Velimir e parlarono con suo nipote Ilian. Egli forì loro diversi documenti che confermarono quanto già scoperto tra gli archivi del voivoda. Oltre a ciò, Ilian spiegò loro di esser sicuro che l’acquisto che Dragomir pagò 600 monete d’oro, riguardava senza dubbio un libro molto antico e costoso, sigillato in una custodia metallica protetta da un glifo di natura quasi sicuramente magica.
«…non ho idea di che libro si trattasse…», confessò Ilian in quell’occasione, «…ma ho avuto una sensazione orribile nel tenerlo in mano. Non vi nascondo di essermi sentito sollevato nel darlo via.».

Ilian mostrò anche diverse annotazioni di suo nonno Oskar all’interno del proprio quaderno personale. Molte di queste annotazioni riguardavano Dragomir Krall. In particolare, era stato fatto un appunto sul fatto che Dragomir avesse espressamente chiesto di “non passare tramite -M-“ per la consegna del famoso libro pagati 600 pezzi d’oro, raccomandandosi che fosse consegnato direttamente a lui. Chi era questa persona identificata come “M”? Ilian non sapeva dirlo ma un appunto di suo nonno fece capire che M e Dragomir si fossero dati appuntamento a “Le Vecchie Cantine”. Ma dove si trovavano?
«Le vecchie generazioni usano questa espressione quando si riferiscono alla “vera” città vecchia. Sotto Braslav c’è una vera e propria città, praticamente. Si dice che da noi ci siano più cantine che fogne e non è un caso. Troverete un intricato sistema di corridoi, camere e cantine nascoste nel sottosuolo ma tutti gli ingressi sono stati sigillati. Tuttavia si dice che alcuni siano ancora accessibili. Sembra che siano sfruttati da gente poco raccomandabile per le merci di contrabbando. In ogni caso se fossi in voi cercherei nella parte più vecchia della città, tra Piazza del Ceppo Nero e il quartiere occidentale della città vecchia. Mi terrei invece lontano dal Porto fluviale, soprattutto nelle ore notturne.», suggerì Ilian.

Una volta fuori dalla bottega il gruppo aveva una pista da seguire. Scoprire chi fosse M…e recuperare “Ombra” – il grosso cane “adottato” poche ore prima – lasciato ancora fuori città.

Ma chi o cosa è Ombra? Non si era mai visto un cane grosso quanto un pony. I suoi occhi neri simili a quelli di Alavor poi avevano ancor attirato di più l’attenzione dei nostri eroi. Che ci fosse un legame tra il cane ed il mezzo Shadark-kai? E chi è questa presunta M ? Che rapporti aveva questa persona con Dragomir Krall? Presto le risposte sarebbero arrivate …(Continua).

I sopravvissuti di Darken:

(ALAN G. interpreta)
Alavor di Darken,
questo mezzo Shadar-kai ha un segreto: è uno Stregone dell’Ombra con un passato da Cortigiano e faccendiere dello Starosta di Darken. Ha imparato a sopravvivere, non solo grazie a dialettica e carisma, ma anche grazie ai poteri magici innati originari dai Reami dell’Umbra.
(MARCO C. interpreta):
Faolàn il Rinato,
un ranger Rinato dalla morte, guardiacaccia di Darken la cui vita è stata segnata due volte: in primis dalla tragica morte di entrambi i genitori e, successivamente, dalla sua stessa morte, ucciso da uno Zombi durante la fuga dal suo villaggio natale. Nonostante la sua nuova condizione di Rinato, non ha dimenticato il suo obiettivo di vendicare la morte di suo padre, sbranato da una misteriosa bestia…
(MAURO V. nel ruolo di):
Holg “la bestia”
un feroce mezzorco barbaro cresciuto in mezzo agli orchi ed abituato a vivere più come un animale che come un essere civilizzato. Il suo nomignolo, “la bestia”, non rispecchia soltanto il suo modo di vivere ma anche la furia selvaggia con cui massacra i suoi nemici.
(NINO S. nel ruolo di):
Gronk “Mani d’acciaio”
Questo mezzorco è cresciuto come schiavo ed ha passato la sua intera infanzia tra gli allenamenti e le arene da combattimento nei circuiti di lotta clandestina. Dopo essersi ribellato ed aver ucciso il suo schiavista, ha intrapreso il cammino delle arti marziali per placare la sua ira e cercare la pace interiore. Rimasto sfigurato a causa di un incidente in battaglia mentre cercava di sopravvivere agli eventi legati alla Bruma Rossa che ha colpito Darken, rimane ossessionato dal raggiungere la perfezione del corpo e della mente attraverso allenamenti rigidi e costanti.
(ENRICO T. è l’alterego di:):
“Pavel” detto “Il Guercio”,
un mezzelfo che ha intrapreso la carriera di Assassino, nascondendosi dietro falso nome ed una finta identità costruitasi dopo essersi lasciato alle spalle un passato dalle umili origini. Vecchio amico d’infanzia di Alavor, aiutò Elrin e Gronk a scappare durante la rivolta degli schiavi a Portogrigio. Denaro e ambizioni personali sono la sua priorità, tornato nelle terre d’origini per farsi un nome e vendicarsi di chi lo ha tradito in passato.
(CRISTIAN P. interpreta):
Alec il “Senzazanna”
un mezzorco cresciuto in mezzo alle paludi da un piccolo Circolo di Druidi delle Spore, anch’egli ha abbracciato la via del druidismo prima di sopravvivere alla distruzione della sua famiglia adottiva per conto di una misteriosa mostruosità della palude. Si è trasferito a Darken per una nuova vita, ignorando che sarebbe stato soltanto l’inizio di nuovi orrori da affrontare…

Alleati:

(SERGIO L. l’Anima silente di:):
Elrin il mezzosangue,
Questo mezzelfo dal passato criminale ha lavorato per molto tempo come picchiatore e recupero crediti al servizio di un noto malfattore schiavista di Portogrigio. Dopo anni passati a servire il crimine, si è lasciato quella vita alle spalle e si è trasferito a Darken lavorando come guardia del villaggio. La sua filosofia di vita? Pensare ai fatti propri per campare più a lungo possibile.
“Ombra”,
questo enorme ed insolito cane dal pelo e gli occhi totalmente neri, è comparso un giorno incrociando il proprio cammino con quello dei Sopravvissuti di Darken, decidendo di accompagnarli nelle loro avventure. La sua straordinaria intelligenza è pari alla sua empatia e, nonostante la mole di un metro e mezzo al garrese per 200 kg di peso, ha un’indole piuttosto mansueta.

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