Chiacchiera del Vicolo: La compagnia di Avventurieri denominata “I VOLTI DELLA LUNA” formata da:
Sofia B. nel Ruolo di Strianna Denti d’Oro, figlia delle molte madri
Marco P. nel Ruolo di Kravel Mejere, la creatura nello specchio
Giacomo A. nel Ruolo di Gard Domini, discendente della misteriosa dinastia Domini
Giulia N. nel Ruolo di Maeve Morgyn Velthar, un passo più vicina a suo padre
Generoso D. nel Ruolo di Norin Valenbarba, baluardo di Weinal
Claudio P. nel Ruolo di Amadan Oroboro, terrorizzato dal futuro della sua promessa
La notte cala lentamente sull’accampamento improvvisato dei Volti della Luna. Il fuoco è basso, alimentato a fatica con ciò che resta della legna raccolta. L’aria è pesante, non solo per la stanchezza ma anche per tutto ciò che è accaduto nelle ultime ore.
Norin si è preso il compito di studiare la pergamena recuperata nella Banca degli Incantesimi, tentando di decifrarne il contenuto con pazienza. Gli altri si muovono poco, occupati in piccoli gesti: sistemare le braci, controllare le ferite, o semplicemente restare in silenzio con i propri pensieri.
È una pausa necessaria. Ognuno riflette sulle decisioni che li hanno portati fino a quel punto e su ciò che potrebbe accadere da lì in avanti.
Nel frattempo, lontano dal campo, Maeve si trova ancora nel tempio che aveva intravisto nelle sue visioni. L’aria è densa di polvere e il silenzio sembra quasi vivo. A un tratto Maeve tossisce, sangue. Dal pavimento del tempio la polvere si solleva lentamente, come se fosse chiamata da una forza invisibile.
I granelli si aggregano nell’aria, prendendo forma. Prima un’ombra, poi una figura sempre più riconoscibile. Davanti a lei appare una donna: Elara.
La presenza è fragile e quasi eterea, ma la sua voce è chiara.
“Non credere a chi ti dice che non esisto.”
Maeve viene trascinata dentro un ricordo che aveva già vissuto. Vede Elara e Draegor unirsi in matrimonio, un momento che sembra provenire da un passato remoto.
Elara le rivela anche altro: quel tempio è un luogo perfetto per lanciare l’incantesimo Trappola dell’Anima. Un punto in cui le barriere tra i piani sono più sottili.
Nel frattempo, al campo, Amadan rompe il silenzio. Condivide con i compagni i dubbi che lo tormentano dopo la prova del Virdharian e chiede il loro parere su ciò che ha vissuto.
È durante questa conversazione che accade qualcosa di strano.
Kravel non è più al campo. Nessuno riesce a dire con precisione quando se ne sia andato.
Poco dopo scompare anche Gard. Prima di allontanarsi lascia un’illusione al suo posto, abbastanza convincente da non attirare l’attenzione immediata degli altri. Nel silenzio della notte recupera la pergamena della Trappola dell’Anima e si inoltra tra gli alberi.
Quando Maeve ritorna e racconta ciò che ha visto nel tempio, il gruppo inizia a discutere proprio dell’incantesimo e di come potrebbe essere utilizzato. Norin cerca la pergamena per aggiornare gli altri sui progressi della traduzione.
Ma la pergamena è sparita.
Kravel è scomparso. Gard anche.
Amadan ricorda chiaramente che Kravel era ancora al campo quando Norin stava studiando la pergamena. Tutto porta a una sola conclusione.
È stato Gard a prenderla.
Nonostante ciò, nessuno pensa subito al peggio. Gard ha sempre dimostrato lealtà verso il gruppo. L’idea che possa voler fare loro del male sembra quasi assurda.
Ma decidono comunque di seguirlo.
La caccia attraverso il bosco è tutt’altro che semplice. Gard si muove con grande abilità, cancellando tracce e creando depistaggi. Senza il fiuto di Ataenebris e l’aiuto delle magie di Maeve sarebbe stato impossibile seguirlo.
Alla fine la pista conduce a un luogo preciso: un monastero nascosto ai margini della foresta.
Quando il gruppo arriva nei pressi del complesso, Gard è già lì. Davanti a lui c’è un vecchio maestro, Moonveil.
Gard gli racconta tutto: il potere della pergamena, i cambiamenti che ha visto nei suoi compagni e la paura che quell’incantesimo possa distruggerli.
La domanda che pone al maestro è semplice e terribile allo stesso tempo:
devono distruggere la pergamena… o usarla per aiutare Maeve, come avevano promesso?
Moonveil consulta un piccolo oracolo composto da campanelli sospesi, lasciando che il suono del vento gli suggerisca una risposta.
Quando gli altri arrivano al monastero, Gard si mette tra loro e il maestro. Non per combattere, ma per proteggere quell’uomo che per lui è stato una guida.
Il confronto che segue è teso, ma non sfocia nella violenza. Le parole bastano a chiarire la situazione.
Alla fine Moonveil riferisce il responso dell’oracolo: la pergamena deve essere usata per Maeve.
Durante la conversazione emerge anche una notizia inattesa. Un Domini che tutti credevano morto potrebbe essere tornato dalla morte. Porta una maschera identica, o estremamente simile, a quella di Gard.
Il suo nome è Deverio Domini, fratello del padre di Gard.
Moonveil consegna a Gard un taccuino appartenuto proprio a Deverio. Tra le pagine compaiono nomi cancellati e numeri misteriosi, il significato dei quali resta ancora da capire.
L’ultima traccia conosciuta di Deverio porta a Porta del Gelo.
Stremati e ancora feriti, i Volti della Luna chiedono ospitalità al monastero.
Amadan prepara un pasto caldo per tutti, mentre nel cortile Gard e Moonveil si affrontano in un allenamento intenso. Non è una sfida, ma un momento di disciplina e rispetto tra maestro e allievo.
Per quella notte, almeno, il gruppo può fermarsi.
Ma il viaggio è tutt’altro che finito.