EMNOTORK- CRONACHE DELLE NEBBIE- La Bruma Scarlatta – Sessione 30(05/07/2026)

La Chiacchiera del vicolo,
Lande delle Nebbie, Città Libere della Rodovia
Voivodato di Braslav, Villaggio di Varnesti


Tratto dai Racconti di :

Imanuel Cantanebbia
Bardo degli spiriti itinerante

Il villaggio di Varnesti era immerso nel più totale silenzio.
Mentre i Sopravvissuti di Darken raggiungevano le prime case, non potevano far altro che contemplare quella abietta desolazione che li circondava, contemplando con orrore i segni che la Putrescenza Scarlatta stava lasciando tra le fondamenta degli edifici e le viuzze innevate, dove il candore dell’inverno era stato violato dall’insano colore rossiccio che tingeva masse carnose, aliene e pulsanti di vita propria.

«Come vogliamo muoverci?», domandò Elrin mentre avanzava con la spada in pugno.
«In che senso? Bruciamo tutto, no?», gli fece eco Gronk.
«Non intendo dire questo», replicò allora il mezzelfo, «stavo facendo una riflessione. Guardate il villaggio. Non notate qualcosa di strano?». Il gruppo si guardò attorno, concentrando lo sguardo sulle case davanti a loro. Erano ancora nei sobborghi del villaggio quando Elrin aveva fatto questa considerazione.
«C’è un dettaglio che distingue Varnesti da Darken. Il nostro villaggio si trovava in cima ad una collina rocciosa con uno strapiombo, mura difensive ed un unico punto d’ingresso ed uscita. Qualsiasi mostruosità situata all’interno era stata contenuta ma qui no. Qui, il villaggio non ha mura di alcun tipo e ci troviamo in aperta campagna. Cosa vieterebbe a quei non morti infetti di lasciare il villaggio e vagare liberamente in ogni direzione?». Questa rivelazione fece sussultare Alavor. Il velo del timore dipinse le espressioni del gruppo. Ciò che aveva detto Elrin era vero.
«Dubito che troveramo l’orda di zombi da cui siamo dovuti scappare quando stavamo a Darken», continuò a dire il mezzelfo, «ma non so fino a che punto sia positivo questo fatto».
«Basta che non dobbiamo ritrovarci di nuovo ad affrontare quel bestione!», gracchiò allora Gronk in riferimento al Colosso, l’energumeno che li braccava quando i nostri protagonisti si trovavano a Darken. «Perché me lo hai ricordato?», gli chiese Elrin, «Merda! Quell’essere era invincibile. Ci mancherebbe solo lui in questo momento…».
«Le chiacchiere stanno a zero.», disse Alavor, «bruciamo ogni singola casa e se incontriamo dei non morti, togliamoli di torno senza troppe storie.».
«E la stessa cosa la faremo in caso dovessimo trovare gente infetta», disse Elrin con tono epigrafico scambiandosi uno sguardo con i compagni.
«E’ un compito ingrato e qualcuno deve farlo.»
«Mi sembra il minimo. Se c’è qualche infetto in giro deve essere fatto fuori e bruciato. Non ditemi che vi causa problemi la cosa», gli disse allora Pavel.
«Se pensi che non sia un problema allora fallo tu. Non mi sembra che tu ti faccia problemi a svolgere un compito simile», replicò allora Elrin.
Nel frattempo il gruppo si era addentrato nel villaggio, proseguendo per una strada principale fino a raggiungere una piazza. Qui esaminarono un paio di case ed Holg sfondò i battenti di una finestra per permettere ad Holg di entrare. L’ambiente era silenzioso, messo a soqquadro con chiari segni di violenza. «Chissà…magari dormivano quando c’era la nebbia rossa e così è successo il patatrac!», ringhiò Holg. Durante l’esplorazione della casa il gruppo aprì una botola che li condusse in cantina. Là sotto, Gronk, Elrin ed Holg si ritrovarono a contemplare uno spettacolo triste. In una pozzanghera di sangue e resti di ossa spolpate c’erano due zombi impegnati a banchettare. Le loro carni scuoiate, il loro aspetto putrescente, l’odore pestifero che appestava l’aria stantia della cantina, i bagliori rossi emessi dalle cavità nere dei loro occhi non lasciavano spazio all’interpretazione. Erano non morti scarlatti, gli stessi incontrati a Darken.
Eliminarli non fu difficile e dare alle fiamme l’edificio fu ancora più semplice.

Dieci minuti dopo il gruppo si ritrovò all’aperto e stavano ancora decidendo come bruciare la casa successiva quando udirono l’urlo disperato di una donna provenire da qualche parte. Decisero così di seguire gli echi di quel grido fino a quando non giunsero in prossimità di una taverna. La porta era sfondata e la Putrescenza era arrivata a penetrare lo stipite, pur senza aver ancora violato gli ambienti interni.
Nella sala principale, i Sopravvissuti di Darken dovettero sbrigarsi a far fuori altri tre non morti prima di salire al piano superiore prima che la donna tornasse ad urlare. Chiedeva aiuto.
«Proviene dal piano superiore!», disse Gronk iniziando a salire.
Eccetto Pavel che era rimasto di guardia all’ingresso, il resto del gruppo salì al piano superiore. C’era un corridoio con alcune porte. In fondo al corridoio, rannicchiata di spalle a terra, c’era una figura femminile che piangeva tenendo qualcosa tra le mani ed invocando il nome di suo padre.
Holg, Elrin e Gronk avanzarono. Holg provò a parlare alla donna quando arrivò a metà corridoio. La donna si alzò in piedi e si voltò. Tra le mani teneva una testa spolpata ma ciò che trasmise un senso di orrore nel cuore dei Sopravvissuti di Darken era il suo aspetto. Il volto della donna era cadaverico, totalmente scarnificato. La camicia da notte bianca che indossava era tinta di sangue putrescente. La donna cacciò un urlo che avrebbe potuto spezzare il cielo e risvegliare i morti. In quel momento le porte si spalancarono e quattro zombi uscirono. Iniziò un violento scontro. Elrin respinse uno zombi dentro una camera bloccando la porta. Alec fece la stessa cosa con un’altra. Gronk ed Holg si gettarono contro la donna mentre Alavor e Faolàn si tenevano a distanza. La donna non morta però corse in avanti spostandosi tra i nostri protagonisti e, una volta giunta a distanza ravvicinata emise un grido. Dal suo corpo esplose una nube di nebbia rossa che riempì il corridoio travolgendo i Sopravvissuti di Darken come una valanga di morte…(continua…).

I sopravvissuti di Darken:

(ALAN G. interpreta)
Alavor di Darken,
questo mezzo Shadar-kai ha un segreto: è uno Stregone dell’Ombra con un passato da Cortigiano e faccendiere dello Starosta di Darken. Ha imparato a sopravvivere, non solo grazie a dialettica e carisma, ma anche grazie ai poteri magici innati originari dai Reami dell’Umbra.
(MARCO C. interpreta):
Faolàn il Rinato,
un ranger Rinato dalla morte, guardiacaccia di Darken la cui vita è stata segnata due volte: in primis dalla tragica morte di entrambi i genitori e, successivamente, dalla sua stessa morte, ucciso da uno Zombi durante la fuga dal suo villaggio natale. Nonostante la sua nuova condizione di Rinato, non ha dimenticato il suo obiettivo di vendicare la morte di suo padre, sbranato da una misteriosa bestia…
(MAURO V. nel ruolo di):
Holg “la bestia”
un feroce mezzorco barbaro cresciuto in mezzo agli orchi ed abituato a vivere più come un animale che come un essere civilizzato. Il suo nomignolo, “la bestia”, non rispecchia soltanto il suo modo di vivere ma anche la furia selvaggia con cui massacra i suoi nemici.
(NINO S. nel ruolo di):
Gronk “Mani d’acciaio”
Questo mezzorco è cresciuto come schiavo ed ha passato la sua intera infanzia tra gli allenamenti e le arene da combattimento nei circuiti di lotta clandestina. Dopo essersi ribellato ed aver ucciso il suo schiavista, ha intrapreso il cammino delle arti marziali per placare la sua ira e cercare la pace interiore. Rimasto sfigurato a causa di un incidente in battaglia mentre cercava di sopravvivere agli eventi legati alla Bruma Rossa che ha colpito Darken, rimane ossessionato dal raggiungere la perfezione del corpo e della mente attraverso allenamenti rigidi e costanti.
(ENRICO T. è l’alterego di:):
“Pavel” detto “Il Guercio”,
un mezzelfo che ha intrapreso la carriera di Assassino, nascondendosi dietro falso nome ed una finta identità costruitasi dopo essersi lasciato alle spalle un passato dalle umili origini. Vecchio amico d’infanzia di Alavor, aiutò Elrin e Gronk a scappare durante la rivolta degli schiavi a Portogrigio. Denaro e ambizioni personali sono la sua priorità, tornato nelle terre d’origini per farsi un nome e vendicarsi di chi lo ha tradito in passato.
(CRISTIAN P. interpreta):
Alec il “Senzazanna”
un mezzorco cresciuto in mezzo alle paludi da un piccolo Circolo di Druidi delle Spore, anch’egli ha abbracciato la via del druidismo prima di sopravvivere alla distruzione della sua famiglia adottiva per conto di una misteriosa mostruosità della palude. Si è trasferito a Darken per una nuova vita, ignorando che sarebbe stato soltanto l’inizio di nuovi orrori da affrontare…

Alleati:

(SERGIO L. l’Anima silente di:):
Elrin il mezzosangue,
Questo mezzelfo dal passato criminale ha lavorato per molto tempo come picchiatore e recupero crediti al servizio di un noto malfattore schiavista di Portogrigio. Dopo anni passati a servire il crimine, si è lasciato quella vita alle spalle e si è trasferito a Darken lavorando come guardia del villaggio. La sua filosofia di vita? Pensare ai fatti propri per campare più a lungo possibile.

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