EMNOTORK- CRONACHE DELLE NEBBIE- La Bruma Scarlatta – Sessione 36(20/09/2026)

La Chiacchiera del vicolo,
Lande delle Nebbie, Città Libere della Rodovia
Voivodato di Braslav,
Città di Braslav


Tratto dai Racconti di :

Imanuel Cantanebbia
Bardo degli spiriti itinerante

I Sopravvissuti di Darken avevano incontrato il voivoda ed il consiglio dei tredici. Dopo aver lasciato deposizioni, firmato rapporti e confermato testimonianze, il voivoda Braslavic aveva chiesto loro un incontro privato e così, li condusse agli archivi cittadini.
«Il nome di Dragomir Krall è comparso più volte tra i nostri registri, negli ultimi tre anni», spiegò mentre accompagnava il gruppo nel luogo dove avrebbero avuto modo di consultare i suddetti documenti. Gli archivi di Forte Roccabruma erano un luogo sotterraneo, riscaldato da lanterne e decine di candele, dove odore di muffa e cera si univano alla nota pungente di pergamene antiche. I sapienti del voivoda, uomini vestiti con tuniche di velluto nero finemente elaborate, erano chini su decine di rotoli, libri e documentazioni. Il voivoda invitò il gruppo ad avvicinarsi, mostrando così alcuni registri.
«Guardate», disse, «Lo starosta di Darken ha visitato Braslav diverse volte negli ultimi tre anni».
Il sapiente accanto il voivoda girò un registro verso il gruppo. Alavor e i suoi compagni si chinarono a guardare. In effetti, il nome di Dragomir Krall comparve diverse volte ed in diverse occasioni. Lo starosta di Darken aveva visitato Braslav più volte negli ultimi tre anni, almeno una o due volte al mese. Erano tutte visite brevi che duravano non più di due o tre  giorni ma avvenivano con una certa frequenza. Percbé? Questa domanda rimbalzò tra le menti dei compagni ed in particolare  Alavor arrivò a domandarsi cosa avesse spinto il suo patrigno a recarsi laggiù. Dragomir era stato da sempre un uomo molto discreto e non era così raro che egli abbandonasse il villaggio per motivi di lavoro. Tuttavia, la maggior parte dei suoi spostamenti erano indirizzati all’interno del voivodato di Turram; raramente si recava oltre i suoi confini.

Sotto richiesta del voivoda di Braslav, il gruppo – ad eccezione di Pavel che si congedò tornando in città, nonché Holg che preferì attendere fuori le mura di Roccabruma – diede una mano al voivoda e i sapienti per passare in rassegna le decine di rotoli, ricevute e registri in cerca di indizi e prove che potessero in qualche modo spiegare perché Dragomir Krall avesse visitato Braslav in tutte quelle occasioni. Ad un tratto, scorsero un comune denominatore.
«Oskar Velimir», mormorò ad un tratto Braslavic, «queste ricevute recano la sua firma. Dragomir ha fatto precchi acquisti presso la sua bottega».
«Chi è costui?», chiese allora Alavor.
«Uno studioso indipendente, collezionista e mercante di libri, pergamene e testi rari ed antichi», rispose allora il saggio sapiente che era con loro a consultare i registri.
«Dragomir ha fatto diversi acquisti. Libri, mappe geografiche, pergamene…due però meritano attenzione. Erano piuttosto consistenti», disse allora il voivoda indicando due ricevute – una da 157 e l’altra da 600 monete d’oro – la cui identità dello scambio era però ignota. Se nelle altre ricevute era stata denominata la merce di scambio, in queste due era stato usato un codice alfanumerico. Inoltre ci fu un ulteriore indizio che insospettì i presenti. Alcune ricevute, tra cui le due ultime più sostanziose, presentavano un’anomalia.
«Il mistero più grande», disse il voivoda, «è capire la ragione per cui queste ricevute siano state firmate due e tre mesi dopo la dipartita di Oskar Velimir. Il mercante risulta infatti deceduto in data 2 Quotor 1419. Sarei curioso di sapere il perché…», fu allora che l’uomo, dopo alcuni momenti di silenzio, azzardò una proposta verso il gruppo.
«Vi chiedo di lavorare per me, signori. Voi siete venuti qui per aiutare, giusto? Il vostro voivoda v’ha incaricato di investigare sulla nebbia rossa…io vi chiedo di condurre un’indagine parallela verso Dragomir Krall qui a Braslav. Voglio sapere tutto su ciò che stava facendo qui e su cosa abbia acquistato da Oskar Velimir. Sarete profumatamente pagati per ogni informazione che mi porterete».
«Voi sospettate di lui, mio signore?», volle sapere Alavor.
«Io sospetto di tutti e di nessuno, domn Alavor», gli rispose il voivoda, «tuttavia converrete con me che i movimenti del vostro patrigno siano quanto meno curiosi, se non sospetti. Soprattutto considerato i tragici eventi accaduti negli ultimi tempi, non credete?».
«Non lo metto in dubbio, mio signore.», rispose con garbo Alavor, «e condivido con voi i sospetti e la curiosità sul perché mio padre stesse facendo determinati scambi. Lavoreremo per voi ma ho una richiesta da fare. Qualsiasi informazione scopriremo su mio padre vi chiedo soltanto di non diffonderla in giro. Non voglio che il suo nome sia infangato».
«La mia priorità è mantenere l’ordine pubblico totale, domn Alavor. Non ho alcun interesse ad infangare il nome di una persona che non è più tra noi. Onoro la Sacra Morte, non è mio costume mancare di rispetto ai defunti.», lo tranquillizzò il voivoda.
«Allora abbiamo un accordo.», disse Alavor stringendogli la mano.
«Sì», confermò il Voivoda, «abbiamo un accordo. Oskar Velimir aveva una bottega, attualmente ereditata da suo nipote Ilian. Vi suggerisco di iniziare le indagini da lui. Recatevi alla locanda del Cuore Gelido. Vitto e alloggio sarà a mi spese fintanto che lavorerete per me. Farò in modo che i vostri effetti personali vi siano consegnati laggiù».

Un’ora dopo il gruppo aveva raggiunto la taverna e, dopo un breve alterco tra Gronk ed il burbero locandiere, si ritrovarono seduti a bere birra, gustare un ottimo vino locale e svuotare grosse scodelle traboccanti di stufato di carne, interiora, verza e cipolle condite con abbondanti spezie.
In seguito giunsero i dignitari del voivoda che consegnarono loro gli effetti personali assieme ad una ricompensa in denaro di trecento pezzi d’oro a testa per il servizio svolto epurando Varnesti dalla Putrescenza scarlatta.

Era oramai tardo pomeriggio e,  essersi riempiti la pancia ed aver riorganizzato le idee, il gruppo lasciò la locanda per recarsi alla bottega di Oskar Velimir. Qui, Alavor parlò con Ilian, il nipote di Oskar, un giovane mercante timido ed intimorito. Nonostante i primi tentennamenti iniziali, il giovane si dimostrò collaborativo ed Alavor sfruttò tutta la sua diplomazia – e la sua discrezione – per cercare informazioni. Ilian confermò di conoscere Dragomir e che lo starosta di Darken avesse visitato la bottega in diverse occasioni. Era sempre suo nonno a trattare con lui, eccetto le ultime compravendite avvenute dopo il suo decesso. Ilian confermò di aver consegnato a Dragomir alcuni testi, tra cui uno pagato ben seicento pezzi d’oro. Ilian non sapeva di che libro si trattasse, giacché sigillato in una custodia che egli descrisse “strana ed inquietante”.  
«…purtroppo non ho idea di che libri si trattasse. Se ne era occupato mio nonno. Se mi concedete un giorno però, posso cercare i vecchi libri mastri. Mio nonno appuntava tutto lì. Aveva anche un quaderno personale, una specie di diario. Se volete posso recuperare anche quello e se trovo qualche informazione utile la condividerò con voi senza problemi», disse Ilian.

«Te ne saremo davvero grati…», gli rispose Alavor. E così il gruppo lasciò la bottega per recarsi all’Emporio della Salamandra Grigia, il laboratorio alchemico dove Alavor avrebbe dovuto fare alcuni acquisti. «Dite al proprietario – Ovidiu – che siete miei amici. Vi tratterà bene», disse loro Ilian prima che si congedassero. Così, i Sopravvissuti di Darken si lasciarono alle spalle la Bottega di Velimir consapevoli che presto le risposte che cercavano sarebbero giunte in un modo o nell’altro. Cosa ci faceva Dragomir a Braslav? Che libri ha comprato da Velimir? E soprattutto…perché era così ossessionato dalle nebbie? Mentre parlavano con il nipote di Oskar, Ilian disse ad Alavor che durante l’ultima visita di Dragomir, questi aveva chiesto al giovane mercante se conoscesse “qualcuno capace di prevedere dove comparissero le nebbie”. Cosa voleva dire? Perché aveva bisogno di qualcuno dotato di una capacità simile? Quali verità nascoste stava cercando di riportare alla luce?
Per ora queste domande rimangono un mistero…(Continua).

I sopravvissuti di Darken:

(ALAN G. interpreta)
Alavor di Darken,
questo mezzo Shadar-kai ha un segreto: è uno Stregone dell’Ombra con un passato da Cortigiano e faccendiere dello Starosta di Darken. Ha imparato a sopravvivere, non solo grazie a dialettica e carisma, ma anche grazie ai poteri magici innati originari dai Reami dell’Umbra.
(MARCO C. interpreta):
Faolàn il Rinato,
un ranger Rinato dalla morte, guardiacaccia di Darken la cui vita è stata segnata due volte: in primis dalla tragica morte di entrambi i genitori e, successivamente, dalla sua stessa morte, ucciso da uno Zombi durante la fuga dal suo villaggio natale. Nonostante la sua nuova condizione di Rinato, non ha dimenticato il suo obiettivo di vendicare la morte di suo padre, sbranato da una misteriosa bestia…
(MAURO V. nel ruolo di):
Holg “la bestia”
un feroce mezzorco barbaro cresciuto in mezzo agli orchi ed abituato a vivere più come un animale che come un essere civilizzato. Il suo nomignolo, “la bestia”, non rispecchia soltanto il suo modo di vivere ma anche la furia selvaggia con cui massacra i suoi nemici.
(NINO S. nel ruolo di):
Gronk “Mani d’acciaio”
Questo mezzorco è cresciuto come schiavo ed ha passato la sua intera infanzia tra gli allenamenti e le arene da combattimento nei circuiti di lotta clandestina. Dopo essersi ribellato ed aver ucciso il suo schiavista, ha intrapreso il cammino delle arti marziali per placare la sua ira e cercare la pace interiore. Rimasto sfigurato a causa di un incidente in battaglia mentre cercava di sopravvivere agli eventi legati alla Bruma Rossa che ha colpito Darken, rimane ossessionato dal raggiungere la perfezione del corpo e della mente attraverso allenamenti rigidi e costanti.
(ENRICO T. è l’alterego di:):
“Pavel” detto “Il Guercio”,
un mezzelfo che ha intrapreso la carriera di Assassino, nascondendosi dietro falso nome ed una finta identità costruitasi dopo essersi lasciato alle spalle un passato dalle umili origini. Vecchio amico d’infanzia di Alavor, aiutò Elrin e Gronk a scappare durante la rivolta degli schiavi a Portogrigio. Denaro e ambizioni personali sono la sua priorità, tornato nelle terre d’origini per farsi un nome e vendicarsi di chi lo ha tradito in passato.
(CRISTIAN P. interpreta):
Alec il “Senzazanna”
un mezzorco cresciuto in mezzo alle paludi da un piccolo Circolo di Druidi delle Spore, anch’egli ha abbracciato la via del druidismo prima di sopravvivere alla distruzione della sua famiglia adottiva per conto di una misteriosa mostruosità della palude. Si è trasferito a Darken per una nuova vita, ignorando che sarebbe stato soltanto l’inizio di nuovi orrori da affrontare…

Alleati:

(SERGIO L. l’Anima silente di:):
Elrin il mezzosangue,
Questo mezzelfo dal passato criminale ha lavorato per molto tempo come picchiatore e recupero crediti al servizio di un noto malfattore schiavista di Portogrigio. Dopo anni passati a servire il crimine, si è lasciato quella vita alle spalle e si è trasferito a Darken lavorando come guardia del villaggio. La sua filosofia di vita? Pensare ai fatti propri per campare più a lungo possibile.

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