Chiacchiera del vicolo – sessione 72
I frutti del progresso
Christian P. M., nel ruolo di Tirion Savinus, il mago gnomo
Teodora P., nel ruolo di Sindri Turen, il druido gnomo
Diego P., nel ruolo di Bjorn, il nano paladino
Andrea R., nel ruolo di Elaryth Solveil, mezzelf chieric
Pierpaolo M., nel ruolo di Aerendyl “Lucevaga”, il mezzo drow bardo
- La locanda è stata travolta senza preavviso
- Un istante prima c’erano voci, legno, odore di mare e il peso stanco delle battaglie appena concluse
- L’istante dopo, porte e finestre sono state spezzate dall’irruzione delle personepesce, creature anfibie dagli occhi vuoti e dai movimenti brutali, più simili a una marea impazzita che a un esercito dotato di pensiero
- Dietro di loro, però, avanzavano le personesqualo e quelle erano diverse
- Tirion lo ha capito subito che non era semplice magia quella che piegava l’aria attorno a loro, né solo forza fisica o ferocia bestiale. C’era qualcosa di più sottile, più freddo: un potere psionico, invisibile e tagliente, che sembrava premere direttamente contro la mente
- Quando gli eroi hanno chiesto perché li stessero attaccando, non hanno ricevuto alcuna risposta: solo sguardi lucidi, branchie aperte, denti serrati e il rumore umido di corpi pronti a uccidere
- Sindri ha reagito con la furia della natura: ha lanciato i suoi incantesimi contro gli invasori e poi, mutato in aquila, si è abbattuto su una delle personesqualo. L’ha afferrata, sollevata e scaraventata al suolo con tutta la violenza del cielo che precipita sulla terra
- Eppure la creatura si è rialzata… Ferita, scossa, ma ancora viva. La sua carne sembrava dura come scoglio sommerso e la sua volontà ancora più ostinata
- Aerendyl ha combattuto con orgoglio ed eleganza, muovendosi tra il caos della locanda come una lama tra le onde. Ogni gesto aveva la grazia di chi conosce il pericolo e non gli concede il lusso della paura
- Elaryth hanno imposto la propria volontà sul campo di battaglia, comandando alle personepesce di compiere azioni assurde e strappandole per qualche istante allo scontro. In mezzo a sangue, urla e acqua sporca, la loro voce è diventata un ordine impossibile da ignorare
- Durante la mischia gli eroi hanno visto qualcosa di ancora più inquietante: le creature non stavano solo attaccando, stavano recuperando qualcosa
- Dal cadavere del troll che gli eroi avevano ucciso in precedenza, le personepesce e le personesqualo hanno prelevato qualcosa con intenzione precisa, come se fossero venute fin lì per un compito ben più oscuro di un semplice assalto
- Tirion ha provato a fermarle evocando un muro di fuoco. Le fiamme si sono innalzate improvvise, divorando l’aria e trasformando la locanda in un inferno arancione e dorato. Per un attimo sembrava impossibile che qualcuno potesse attraversarle… E invece una delle personesqualo lo ha fatto
- Si è gettata oltre il muro ardente con una determinazione feroce, lasciando che il fuoco le mordesse la carne e le bruciasse le squame. È sopravvissuta a stento all’impatto e al calore estremo ma è riuscita comunque a fuggire
- Gli eroi non sono riusciti a fermarla
- L’hanno inseguita fuori dalla locanda, oltre il caos, oltre le urla, fino a vederla raggiungere uno dei tanti affluenti e tuffarsi nell’acqua, sparendo sotto la superficie come un segreto inghiottito dal mare
- Ora il gruppo si trova davanti a una grande magione
- Sulla sua facciata campeggia lo stemma di un drago che sovrasta una collina
- mentre l’acqua torna lentamente immobile, resta una domanda sospesa nell’aria
- Perché quelle creature hanno attaccato proprio ora e cosa hanno portato via dal cadavere del troll