Chiacchiera del Vicolo: La compagnia di Avventurieri denominata “I VOLTI DELLA LUNA” formata da:
Sofia B. nel Ruolo di Strianna Denti d’Oro, Strianna?
Marco P. nel Ruolo di Kravel Mejere, l’oscuro contro l’oscuro
Giacomo A. nel Ruolo di Gard Domini, al suo primo incarico
Giulia N. nel Ruolo di Maeve Morgyn Velthar, preda
Generoso D. nel Ruolo di Norin Valenbarba, l’assente
Claudio P. nel Ruolo di Amadan Oroboro, “quello nuovo”
Il velo di incertezza che avvolgeva Porta del Gelo si fece ancora più fittizio mentre i destini dei Volti della Luna prendevano pieghe inaspettate e grottesche. Mentre l’esito dello scontro tra Kravel e suo fratello restava ancora sospeso nel limbo del non detto, la tensione all’interno del gruppo cominciava a logorarsi in modi bizzarri.
Al quartier generale, l’atmosfera si era fatta pesante. Maeve e Kravel si erano ritrovati invischiati in un dialogo forzato e imbarazzante, uno scambio di parole che sembrava non trovare mai il giusto ritmo. La situazione era precipitata quando Draegor, in preda a un’insolita ebbrezza da sonnifero, aveva finito per contaminare il pasto comune. Il risultato fu immediato: il silenzio calò bruscamente sulla stanza mentre Kravel e Maeve crollavano in un sonno profondo e innaturale.
Tuttavia, la mente del mago si ridestò prima del previsto. Al suo risveglio, Kravel vide Draegor muoversi come un automa, immerso in un sonnambulismo inquietante per le strade della città. Spinto da una necessità oscura e pragmatica, Dreagor si diresse presso il cimitero cittadino convinto di prendere una decisione drastica: rianimare un cadavere per farne un ricettacolo, sperando di potervi trasferire l’essenza corrotta di Liuthen e contenerne la minaccia.
Nel frattempo, Gard aveva iniziato a muovere i primi passi all’interno della Gilda del Corvo. Il suo battesimo del fuoco consisteva nel pedinare una donna misteriosa tra i vicoli labirintici di Porta del Gelo. Gli ordini erano chiari: osservare senza essere visto e, se avesse incrociato la ladra Draw, riferirle che la Gilda la attendeva. Gard seguì la sua preda con la precisione di un predatore, finché la donna non sembrò svanire nel nulla nei pressi di una baracca isolata.
In un’altra zona della città, la giornata di Amadan aveva preso una piega disastrosa. Dopo aver terminato i suoi umili compiti nel serraglio, si era imbattuto in una lupa bianca prigioniera, una creatura splendida e ribollente di rabbia. Incapace di ignorare la sofferenza dell’animale, il druido aveva seguito il suo istinto, liberandola e scatenando il caos. La furia del suo datore di lavoro, il Tabaxi, era stata immediata e feroce: Amadan era stato cacciato in malo modo, con la flebile promessa di un possibile ritorno l’indomani.
Sconvolto e in cerca di conforto, Amadan si era messo sulle tracce della lupa, che ora vagava terrorizzata per la città. Il destino volle che le sue ricerche lo portassero esattamente nello stesso vicolo dove Gard stava osservando la tizia misteriosa. I due compagni si incrociarono: Amadan, per mantenere la copertura, finse di non conoscerlo, ricevendo in cambio un rapido avvertimento sussurrato all’orecchio dal monaco.
Ignorando il pericolo, il druido si palesò chiamando la lupa, ma ciò che trovò all’interno della baracca fu tutt’altro che amichevole. Ad attenderlo c’erano la donna goth seguita da un mezz’orco e un uomo dall’aspetto enigmatico e magnetico — che ricordava un principe oscuro d’altri tempi — e un possente mezz’orco. Il confronto verbale degenerò rapidamente in sfida aperta; le lame furono sguainate e la tensione esplose. Gard tentò un aggiramento arrampicandosi al piano superiore, ma il rumore lo tradì, dando inizio a un combattimento frenetico.
Mentre il sangue cominciava a scorrere nei vicoli, al quartier generale il caos regnava sovrano. Draegor, come posseduto da un’energia negromantica, agiva fuori controllo sotto lo sguardo impotente di Kravel, che tentava disperatamente di interrompere il rituale. Nel bel mezzo di questo incubo, Maeve si scosse dal sonno indotto, solo per trovarsi circondata da creature non morte che ghermivano l’aria intorno a lei.
Proprio quando la situazione sembrava volgere al peggio, una voce misteriosa squarciò l’oscurità chiamando Maeve. Una figura armata di spada fece la sua comparsa, una scintilla di speranza pronta a gettarsi nel cuore della mischia.