EMNOTORK – MAREE D’OMBRA – SESSIONE 10 – 30/06/2026

Chiacchiera del vicolo – Sessione 10

“Entro spacco, esco ciao”

La Compagnia delle Anime Nere composta da:

Marco A. è Dorian Drake, la Mente Aberrante

Gianstefano R. è Shakan Anter Deius, la Mano di Tharion

Loredana P. è Marcesia Lunareth, l’Arcanista della Tomba

Luca M. è Reth Kholin, il Paladino dei Corvi

Marco S. è Echo, la Cronista delle Lame Perdute

Alessandro M. è Marco Aurelio, l’Agente delle Ombre

L’ingresso di servizio non aveva dato problemi. Calcolati i turni delle guardie, il gruppo guadagnò il balcone del primo piano e mise fuori gioco le due guardie che lo presidiavano prima che potessero reagire.

Lo studio era sorvegliato da una guardia giurata di nome Ezio. Lo distrassero, lo colpirono alle spalle e Reth lo minacciò prima che chiamasse aiuto. Dorian ne sondò la mente e ricavò qualcosa di utile: oltre allo studio, Ezio e i suoi colleghi avevano ordine di tenere d’occhio il figlio di Pascal e la camera da letto padronale.

Con incantesimi di sonno e qualche stratagemma si aprirono la strada fino alla camera. Marco Aurelio, invisibile, andò avanti. Nel frattempo il resto del gruppo fu avvistato dai colleghi di Ezio. Reth li fronteggiò, dichiarandosi al servizio del principe delle fosse, e il tono fu abbastanza convincente da evitare che la situazione degenerasse. Dalla camera padronale portarono via quello che cercavano. Nell’uscire, la carrozza di Pascal stava rientrando nel cortile: Marcesia mandò avanti Nox a creare la distrazione necessaria per coprire la ritirata.

Alla conceria abbandonata esaminarono il bottino.

Il primo era un libro sulla storia delle famiglie nobiliari della zona al servizio di Lyreth, dove comparivano anche gli Joceran. Vi si spiegava che durante la guerra tra elfi oscuri ed elfi silvani alcune famiglie erano state incaricate di proteggere l’area da interferenze extraplanari. Una aveva rinnegato il giuramento. Le altre erano state ricompensate con denaro e proprietà.

Il secondo era una mappa di Porto Alfio e dell’arcipelago di Seiderin, con tratte commerciali tracciate verso il porto di Marissa, un’isola sommersa.

Il terzo era una sciabola riccamente decorata. Echo la sfiorò e vide: una lama forgiata nell’ombra, passata di mano in mano tra capitani di pirati che cercavano il sangue nanico, tramandata di capitano in capitano fino a Pascal. Quello che più inquietò il gruppo non fu la storia violenta dell’arma, ma il legame che portava con sé: qualcosa di profondo e diretto con la non morte.

Avevano preso più di quanto cercassero.

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