EMNOTORK – “Regione di archen”– SESSIONE 35–01/07/2026

Raccolta e trascritta da Niramel Toccacorde, bardo della Setta delle Sette Arpe

I Protagonisti

Caterina C. è Kara

Alessandro V. è Nob Ody

Danilo T. è Legione

Adriana P. è Nora

Lorenzo Z è Don Both

Rowen W. è Trystan


Dopo gli eventi che avevano sconvolto il Piano Fatato, i nostri eroi presero una decisione tanto rischiosa quanto necessaria. Guidarono la mente alveare conosciuta come l’Orda fino al più antico custode di quel regno: l’immenso drago fatato, protettore del piano.

Grazie al loro intervento, l’Orda riuscì a prendere il controllo della possente creatura, ottenendo così un alleato capace di contrastare le forze che stavano lentamente corrompendo il regno delle fate.

Ma la battaglia era tutt’altro che conclusa.

Raggiunta nuovamente la capitale, gli eroi scoprirono che numerosi esemplari dell’Orda erano stati catturati, corrotti e trasformati in strumenti del nemico. Dopo un duro scontro riuscirono a eliminarli, ma quella vittoria portò con sé una scoperta ancora più inquietante.

Quella non era che una piccola parte dell’infestazione.

Molti altri esemplari si annidavano nelle profondità del palazzo reale, nascosti sotto le fondamenta stesse del potere.

Decisi a estirpare il male alla radice, i protagonisti si addentrarono nei sotterranei della capitale, dove fecero un incontro destinato a cambiare la loro comprensione di quel luogo.

Lì riposava un Matusalemme, un albero millenario, antico quanto il Piano Fatato stesso. Le sue radici attraversavano il regno come vene, sostenendone l’equilibrio e la vita.

Ma persino quella creatura primordiale era stata raggiunta dalla corruzione.

Parassiti innaturali ne divoravano lentamente la linfa e la coscienza.

Con grande fatica, il gruppo riuscì a liberarlo da parte dell’infestazione, restituendogli una parte della sua antica forza.

Ma…

qualcosa, nelle profondità ancora inesplorate delle sue radici, continuava a muoversi.

Qualcosa di molto più grande.

Qualcosa che non era ancora stato affrontato.

E mentre il Matusalemme riprendeva lentamente a respirare, gli eroi compresero che il vero cuore della corruzione doveva ancora rivelarsi.

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