Emnotork: “Tra Miraggi e Frammenti: il Cammino dei Sette Re”- Sessione 50- (15/10/2026)

La Chiacchiera del Vicolo,
Emnotork, Miraggi di Velen meridionali,
Reame Boscoso dei Shevarà,
La via Velata della Zona proibita,
da qualche parte sottoterra…

Estratto dal Diario di viaggio di :

Norgal Ludariel Shag’alfar,
Sacerdote di Sol della Tribù degli Elfi del Deserto di Velen

…Ed anche l’ultimo sigillo è stato spezzato ma è stata dura, molto dura.
La frustrazione sta crescendo sempre più, anch’io fatico a mantenere la calma dinnanzi i tentennamenti dei miei compagni. Tutto ciò significa una cosa sola: l’entità sta riuscendo nel proprio scopo.
Abbiamo trovato una camera nascosta dietro un murale che Hyperion e Milos han tirato giù a calci. All’interno c’erano resti mummificati e scheletrici. Secondo le decrittazioni di Althea, dovevano essere guardiani lasciati lì per “vegliare sull’Antico Male che qui sotto dorme e attende”. Quelle parole mi gelarono il sangue. Tra i resti abbiamo anche rinvenuto un’armatura ed una balestra infusi di potere magico. Non nego una profonda vergogna in questo pensiero ma quei manufatti avrebbero potuto determinare la differenza tra la vita e la morte qui sotto e sarò pronto a far ammenda assieme ai miei compagni per quest’atto di profanazione.
Dopo una lunga ricerca ho individuato un secondo murale. Abbiamo abbattuto anche quello. Al di là di esso c’era nascosta la camera del quarto sigillo. Qui fu piuttosto facile. Or che tutti e quattro i sigilli son stati rimossi, abbiam potuto tornare alla camera del loculo. Un pozzo nero con una scalinata che sprofondava nel nero abisso davanti a noi. Con coraggio ci addentrammo in quella profonda oscurità mentre una voce aberrante sussurrava nelle nostre menti parole così funeste da restar pregne nella mia memoria per sempre.

“Venite. Venite. Venite nel Ventre del Parassita”

Là sotto, il complesso di stanze e corridoi che ci trovammo ad oltrepassare presentavano tracce più evidenti dell’oscurità che corrompeva quel luogo. Venature nere, protoplasmi neri che colavano andando contro la gravità stessa, masse nere pulsanti, camere con enormi bozzoli contenenti corpi contorti, statue con corpi sezionati di creature aliene le cui viscere erano chirurgicamente esposte.
Giungemmo poi ad un tratto in una enorme camera quasi interamente infettata da questa corruzione. Qui, le masse nere e pulsanti erano ammassate in grappoli simili alle uova di un enorme aracnide, con i filamenti neri che si prolungavano tra il soffitto e le pareti come abiette ragnatele. Due bozzoli si ruppero e da essi fuoriuscirono due Demoni d’Ombra.  Fu in quel momento che invocai la benevolenza di Sol ed usai la magia che il Padre mi ha concesso per evocare una sfera di luce diurna. La luce feriva i demoni ed iniziò a bruciare le masse di oscurità che infettavano quel luogo. I miei compagni eliminarono i demoni piuttosto celermente e dopo il loro sterminio, il resto della corruzione evaporò sotto la luce del piccolo sole che ho evocato.

Fu lì che molti corpi, precedentemente coperti, divennero visibili adesso che la corruzione era stata debellata. Corpi morti da tempo più o meno immemore di tutti coloro che erano morti lì sotto. Tra i resti, Althea e Bashir trovarono una bacchetta ed un arco magico che destò loro molto interesse.
Il mio incantesimo sarebbe durato un ora e la luce del giorno aveva generato un’area sicura in quella camera. Approfittammo per concederci un breve riposo…(Continua)

La Compagnia di Mirath Almèris:

(GIORGA T. nella parte di)
Altea Sand,
Una giovane aspirante archeologa ossessionata dagli studi del leggendario Impero Dimenticato, la cui vita è stata segnata dall’attivazione involontaria di un Portale Magico interconnesso con i Mondi Esterni dell’Altrove. I poteri magici che ha sviluppato a seguito dell’esposizione dei venti cosmici fuoriusciti dal portale, rendendola una Mente aberrante, son divenuti una risorsa preziosa per le sue ricerche archeologiche future. Seppur ora desidera imparare a controllare e far evolvere i suoi poteri psionici, conserva dentro di sé il sogno di divenire un giorno archeologa come i suoi genitori.
(LORENZO S. interpreta):
Bashir “Ultimo falco”,
nato e cresciuto come un figlio delle Tribù del Deserto di Velen, ultimo superstite della sua tribù, sopravvissuto alle infestazioni della Prole del Grande Scorpione nonché al Grande Gelo, questo giovane Cacciatore è stato addestrato da uno degli Eroi dei Miraggi di Velen per sopravvivere nei territori desertici più ostili e combattere le creature che li popolano.
(FRANCO B. è l’alterego di):
Hyperion Solkàris,
nato umano nella nobile famiglia dei Solkàris, dopo aver perso i genitori da infante ed esser stato adottato da suo zio, questo giovane nobile ha scoperto a 18 anni della sua natura angelica di Luminar quando la sua anima celestiale si è destata. Questo risveglio angelico ha fatto nascere in sé una profonda fede nei confronti di Sol, il Dio del Sole, al quale ha deciso di prestare giuramento combattendo come suo Paladino.
(DANIELE T. interpreta):
Amwë Miriel Vaëltharion,
Bardo degli Spiriti e nobile elfa Eladrin appartenente ad un antico casato di artisti e mecenati dell’altissima società di Silen’mör, la capitale magica del Reame Boscoso dei Shevarà. Guidata dalla saggezza degli spiriti, è alla costante ricerca di storie e fonti di sapere del presente, passato e futuro.
(LUCA L. interpreta):
Milos Ondarossa,
un giovane guerriero con un passato militare, dopo aver perso suo padre si è trasferito a Minar Almèris e lavorare come vigilante. Come segno di gratitudine per essere stato accolto dalla famiglia Solkàris dopo la morte del padre, ha deciso di servire Lord Cassian con fedeltà e lealtà.

Alleati (PNG):

“Nerone”,
questo enorme ed insolito cane dal pelo e gli occhi totalmente neri, è comparso un giorno incrociando il proprio cammino con quello della Compagnia di Mirath Almèris, decidendo di unirsi al gruppo e seguirli nel loro destino. La sua straordinaria intelligenza è pari alla sua empatia e, nonostante la mole di un metro e mezzo al garrese per 200 kg di peso, ha un’indole piuttosto mansueta.

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