7 di Mekonor 1419
Editoriale di Dyhair Delroy
Emnotork

La Tesi di Delroy scuote tutta Emnotork.
Numasor non dorme più. E se dorme, sogna cadute.
Questo Hander (Dicembre) ci regala una verità che non avremmo mai voluto conoscere: i “mostri venuti dalla luna di Ardys” non sono affatto mostri, né tantomeno venuti dallo spazio.
Sono figli antichi del nostro stesso continente. Una stirpe esiliata dagli dèi, scagliata nell’oblio come punizione… e ora tornata a riscuotere un debito che nessuno di noi ha contratto, ma che tutti siamo chiamati a pagare.
La parola “Caduti” smette di essere mito.
Diventa anagrafe.
Non un’invasione: un ritorno.
Per decenni abbiamo interpretato male ogni segno. Le prime meteore cadute erano avvertimenti, non attacchi: lembi di un antico mondo che cercavano di rientrare in questo. Ora, a hander, sono cominciate a precipitare Meteore di terza classe, oggetti troppo grandi per essere ignorati, troppo perfetti nella traiettoria per credere ancora nel caso.
Chiunque abbia visto una di queste cadere sa che non assomigliano a nulla di naturale.
Non bruciano: si aprono.
Non esplodono: si schiudono.
E da quelle fenditure emergono loro — gli Antichi Reietti, creature che parlano una lingua priva di suono, ma capace di frantumare il coraggio anche nei veterani.
Chiamo a raccolta tutti gli avventurieri di Emnotork, dobbiamo capire chi nel passato ha contratto questo debito, dobbiamo capirlo subito e farci dare delle spiegazioni. Se avete notizie contattatemi!
di Dyhair Delroy, corrispondente storico
La Verità che fa Crollare il Cielo (GDR 69)
Emnotork
Fin troppo a lungo abbiamo ponderato sulla natura di questi meteoriti, che per mesi hanno flagellato il nostro continente. Troppi fedeli sono misteriosamente caduti, troppi templi sono stati annientati da minaccia celeste che abbiamo trattato come aliena. Ebbene, il tempo dello studio è finito.
Tharis Kerynodel, avventuriero del Patto delle Ceneri, è asceso dal ruolo di paladino del dio Vorrath a quello di suo profeta, quando l’Arcangelo del dio del Fuoco Nar Haqir, “La Fiamma Protettrice” del mito, gli ha rivelato tutta la verità su ciò che, millenni orsono, è accaduto.
Ebbene, il giornale del Drago vi riferisce in esclusiva le sante parole del profeta, e vi rivela che le creature che stanno piovendo dal cielo non sono aliene a questo mondo, anzi: esse sono abitanti di Emnotork, talmente antiche da aver preceduto anche il nostro arrivo.
In tempi troppo lontani per la nostra storia da ricordarsi, il loro dio, “Amniax”, si ritrovò in guerra con tutte le divinità che oggi noi amiamo e veneriamo, e ne risultò sconfitto. Questa creatura viscida e rettiliana fu quindi esiliata con le sue genti, su una luna che oggi alcuni conoscono come “la luna nera”. Questo corpo celeste, ogni 900 anni, torna a sorvolare i nostri sacri cieli.
Il popolo di Amniax non è qui per invaderci, ma per riprendersi ciò che considerano loro, e per annientare coloro che considerano nemici: gli dèi e i loro fedeli.
Un appello giunge quindi dal profeta di questa generazione: “che le singole fiamme si uniscano in un unico falò”.
Una chiamata alle armi per tutti i fedeli di Vorrath, come per tutti i fedeli dei nostri dèi, per respingere questa terribile piaga. “Presto dovremo fronteggiare questa minaccia con una luce di un’intensità tale da incenerire coloro che minano il fiorire del nostro mondo”.
Sappiamo che per paura in tanti state abbandonando i vostri dèi, sappiamo che i templi si stanno svuotando per il solo timore di rimanere vittima degli attacchi dei vigliacchi di Amniax, ma il Patto delle Ceneri è qui per rincuorarvi. Che l’eclissi della luna nera non oscuri la vostra luce dunque! Rispondete alla chiamata, e respingete gli antichi di Emnotork da dove sono venuti!
Una nuova frontiera (GDR 22)
Xantrar

Ci giunge notizia di una grandissima scoperta dalle zone di Xantrar: la classe dirigente di Torre Fumante, notoriamente ai ferri corti col regno di Geriko, sembra aver stretto un’alleanza con quest’ultimo. Minacciati dall’atterraggio di un meteorite di classe III sopra la loro città, le due città hanno stretto un’alleanza per provare a distruggere il corpo celeste prima che potesse atterrare. Una pericolosissima missione quindi è partita, dove le conoscenze naniche, tecnomantiche e arcane di questi territori si sono combinate per permettere al gruppo di avventurieri di spingersi ove mai nessuno è riuscito ad arrivare: nello spazio! Vestiti dalla pelle del Tarrasque da loro catturato (ancora non è chiaro come sia arrivata una creatura del genere su Emnotork) sono riusciti ad immunizzarsi dal terribile calore della combustione, per poi piazzare una quantità di esplosivi magici sufficiente da far esplodere il meteorite in aria, prima che potesse fare danni. Si tratta di un processo immensamente costoso, e che ha richiesto l’impiego di materiali rarissimi, nonché di una grande abilità da parte dei nostri eroi, ma se mai avremo bisogno di raggiungere le stelle ancora una volta, oggi sappiamo a chi rivolgerci.

Indagine nelle Terre Selvagge (GDR 35)
Porta del Gelo

Reperire informazioni è molto difficile quando gli agenti governativi si oppongono alla loro diffusione… ed è ciò che è successo in quei di Porta del Gelo, dove la disfatta degli ultimi vampiri è passata in sordina. Forse Northander (quello buono dei due… e non-pace alla non-anima dell’altro!) non voleva si sapesse che il suo primo giro di vite non era stato efficace. O forse è impegnato in altre faccende, persino più importanti. Siamo nel campo della speculazione ma voci fidate mi hanno raccontato una storia che ha dell’incredibile: la città è stata quasi distrutta da un congegno militare risalente all’epoca oscura!

Gli anni ignoti, a quanto pare, hanno molto da raccontarci ma per ora voglio soffermarmi sul presente: un gruppo di custodi che lavora segretamente per la Corona ha sventato il piano che avrebbe scatenato la morte sull’altopiano e ha annientato l’ultimo signore dei vampiri, responsabile di questo efferato tentativo. Tutto all’insaputa degli abitati di Porta del Gelo, i quali continuano a vivere come se nulla fosse successo.
Questi eroi meriterebbero un encomio ma hanno preferito restare nell’ombra. Mentre indagavo su questo scoop ho collegato queste voci all’avvistamento di uno strano congegno nelle Terre Selvagge: un boscaiolo dice di aver visto un “animale di metallo” incedere ad andatura regolare verso le alture a Est della grande città gelida, nulla di naturale o riconoscibile in base alla sua esperienza. Un circolo di druidi (la comunità di Misha, con la quale avevo avuto contatti in passato) mi avverte di non confondere il veicolo arcano con un’opera di tecnomanzia e mi sconsiglia di continuare la mia indagine per non cacciarmi nei guai. Secondo voi, cari lettori, potrei mai fermarmi? Un veicolo militare rischia di distruggere uno dei più importanti centri di potere delle Terre Fertili, poi un altro viene avvistato nei dintorni dello stesso… Insomma, chi sono questi Guardiani di Shael (sì, come la Signora dei Corvi!) di cui tutti sembrano ignorare le gesta? E perché Re Mork li copre con cura quasi maniacale, cancellando ogni informazione utile? Che si tratti dello zampino del suo fidato consigliere, il popolare Metamorfista Darren che già in passato si è reso celebre per potere e astuzia? Questo caso è interessante quasi come quello dell’arcimaga Danamar Rosencrutz, fuggita da Numasor per motivi ancora ignoti al pubblico, che ha trovato riparo proprio alla corte del Re. L’unica cosa che non mi torna è che la maga in questione era ricercata dal conclave delle torri ed essendo una necromante non dovrebbe trovare la simpatia del buon Northander, che odia questa disciplina – tutti lo sanno! Coincidenza vuole che l’arcimaga sia stata vista in compagnia degli stessi eroi di cui parlavo poc’anzi! In attesa di scoprire la verità, dal Giornale del Drago è tutto!
Anche sui Tropici Piovono Meteore(GDR 7)
Isola di Fang

L’eco dei cataclismi celesti non conosce confini.
Mentre Emnotork scruta il cielo con terrore, la pioggia di meteore che flagella il mondo ha esteso la sua mano di fuoco ben oltre l’orizzonte conosciuto.
A mille chilometri a sud-est, laddove l’equatore infiamma i mari tropicali a meridione del Mar degli Spiriti, anche la maestosa Grande Isola di FANG è stata violata.
I rapporti confermano l’impensabile: frammenti astrali, tra cui due colossi di roccia stellare, si sono schiantati sul paradiso verde, sconvolgendo equilibri millenari.
L’Isola di Fang non è una semplice terra emersa; è un mito vivente, un’utopia tropicale isolata dal tempo e dalle guerre continentali. Negli ultimi tre secoli, questa perla oceanica è divenuta il sogno proibito di esploratori e pionieri, primi su tutti i leggendari Mortét di Velen, i quali con visione e oraggio diedero inizio a un’epopea di colonizzazione che prospera tutt’oggi. Sole implacabile, giungle che sfidano l’immaginazione, gastronomia che ridefinisce il concetto di gusto e tradizioni arcane nate fuori dalla Storia di Emno-Tork: questo è solo l’antipasto di ciò che si cela tra le foreste pluviali, le colline e le montagne di Fang.
Ma la bellezza di Fang è forgiata nel fuoco della sopravvivenza. Le cronache ricordano con tremore il Grande incendio del 1127, scatenato dalla mente incommensurabile dell’arcimago Auros il Folle, colui che la storia ricorda con timore reverenziale come il più grande e ineguagliato Trasmutatore di tutti i tempi, autore della creazione dell’Ardemonium, un fuoco demoniaco senziente che per poco non ridusse in cenere tutta l’isola; e non dimentichiamo il Grande Gelo, quando il temibile arcifey Principe
Inverno tentò di soffocare l’isola nella morsa del suo gelido dominio. Nonostante tali calamità, la magia primordiale delle creature fatate, la protezione divina dell’Albero Madre Grande Torrefronda, nonché l’intervento di impavidi eroi e di antichi poteri ctoni, hanno rigenerato la terra e la vita, restituendo a Fang lo splendore del paradiso tropicale
descritto nei miti.

Luoghi remoti, popolati da fate, elfi esotici, giganti, folletti, umanoidi zoomorfi e creature primordiali, restano inaccessibili ai più, protetti da giungle intricate e vallate celate da montagne invalicabili; una lezione imparata a caro prezzo da diversi gruppi di eroi, sia
giunti da fuori che nativi. Tra queste compagini, le cronache recenti segnalano l’ascesa di
giovani avventurieri che si sono distinti per imprese capaci di catturare l’attenzione dei
locali: un gruppo di individui noti come la Brigata del Mestolo. Laddove altri avventurieri
sono mossi da spirito d’avventura, nobili ideali o brama di gloria e ricchezze, la Brigata del
Mestolo è guidata da una motivazione unica e viscerale: la fame e il desiderio di scoprire i
sapori più strambi ed esotici, in perfetta sintonia con i dettami del Grande ricettario del cuoco errante, l’opera magna del leggendario cuoco-avventuriero Gallard Adalfridus Gustavus Cookheart!
Si credeva che il suo ricettario fosse andato perduto per sempre, ma le testimonianze di chi ha avuto il privilegio di assaggiare lo Spezzatino di Cinghiale Cresta-rossa con erbe zumpapira e vino presso il Buco degli Scheppen (taverna che potrete benissimo visitare nella Città-albero di Torrefronda), sembrano confermare il miracolo.
Il grimorio recuperato dal giovane cuoco Orlen ku Garrick Scheppen e dai suoi compagni della Brigata del Mestolo è, senza ombra di dubbio, l’autentico ricettario originale.

Ma quale nesso lega i Frammenti astrali a tutto questo?
Sebbene le conseguenze dell’impatto restino avvolte nel mistero, è evidente una mobilitazione generale delle
creature; in primis il popolo delle fate e delle driadi guidate dalla Verde Signora, l’antica
entità che detiene il dominio assoluto su alcune foreste locali.
Diverse bestie sembrano
aver perso ogni controllo, divenendo aggressive ed incontrollabili; secondo i saggi del Granducato di Fang, l’ipotesi più probabile attribuisce il fenomeno a ondate di energia psichica sprigionatesi dall’impatto dei meteoriti; forze psioniche capaci di alterare la natura mentale delle bestie e delle mostruosità che infestano quei luoghi, tra cui numerose mostruosità chimere, creature la cui esistenza è l’eredità diretta degli esperimenti
dell’arcimago Auros: il Trasmutatore Supremo, genio eccentrico che operò spesso oltre i
limiti dell’etica morale per riscrivere le leggi della natura.

Se il nome della Compagnia del Mestolo continuerà a risuonare sull’isola, e se i Caduti di Amniax influenzeranno davvero le popolazioni e i territori di Fang, sarà il tempo a chiarirlo.
Nel frattempo, la Compagnia prosegue nella sua instancabile esplorazione di ingredienti esotici, animata dal desiderio di ridare vita alle ricette del Grande Cuoco Avventuriero e sostenuta dal loro proverbiale principio culinario, “se puoi ucciderlo puoi cucinarlo, se puoi cucinarlo puoi mangiarlo”. Un motto che accompagna ogni passo del gruppo, mentre nuove scoperte e nuove minacce continuano a emergere dall’isola, lasciando intuire che le loro imprese sono tutt’altro che concluse.
Missioni per i Gruppi
Pubblichiamo ora delle richieste arrivate dalla Compagnia di Greyschool, un gruppo di avventurieri impegnati a creare una potente arma. Per riuscirci, hanno bisogno di alcune risorse – ma se le otterranno e le faranno avere attraverso le strutture del Mercato Nero, allora otterranno ricche ricompense.
I dettagli sono riportati di seguito:
Richiesta per le Quattro Sostanze.(GDR 11)
Emnotork

“Udite, viandanti dell’ignoto e cercatori di gloria!
Noi siamo la Compagnia di Greyschool, custodi di arti dimenticate e conoscenze sospese tra ombra e leggenda.
Una grande impresa attende coloro che osano stringere il destino a ferro e fuoco:
la forgiatura di un’arma senza eguali, un’arma nata dall’unione di carne, elemento e ferocia primordiale.
Perché tale lama possa prendere forma, ci servono quattro tributi, quattro essenze strappate ai signori della natura selvaggia:
Il cuore di un Grick adulto, forgiato dalle viscere della terra, simbolo della resistenza che neppure l’oscurità può schiacciare.
Da esso ricaveremo la volontà incrollabile della lama.
La lingua di un Mephit del fuoco, scintilla viva della fiamma eterna.
Sarà il soffio che risveglia la forgia e ne alimenta l’ardore infinito.
Le ghiandole di veleno di una Manticora, incarnazione della furia predatrice.
Con il loro potere legheremo il metallo a un morso che colpisce con precisione mortale.
Un osso spolpato di un Orsogufo, testimone di forza bruta e astuzia selvaggia.
Il suo midollo darà equilibrio e spirito alla lama, come la bestia che colpisce silenziosa nel bosco.
Con questi quattro tributi forgeremo un’arma che riecheggerà nei canti degli eroi,
una creatura di acciaio nata dal cuore della natura e temprata dall’ardire dei viventi.
E coloro che porteranno a termine questa impresa non torneranno a mani vuote:
riceveranno un dono delle stesse fate, un artefatto intriso di sogno e inganno,
che potenzia le magie della mente, affina le illusioni,
e dona nuova grazia e potere a bardi e incantatori.
Ma ascoltate bene il passo finale della via:
i materiali raccolti dovranno essere consegnati in qualunque tempio del Dio delle Illusioni.
Entrate, chiedete del Clown — sì, proprio così.
Ogni tempio ne ha uno.
Tutti lo conoscono.
A lui soltanto consegnerete i quattro tributi.
Che dunque il vostro nome venga inciso nel mito,
o che resti un sussurro perduto nel vento: la scelta è vostra.”
Richiesta per il Ghiaccio Eterno. (GDR 11)
Emnotork

“Ascoltate, voi che camminate ai confini del possibile!
Parliamo ancora noi, la Compagnia di Greyschool, forgiatori del destino e cercatori dell’acciaio perfetto.
Per completare l’arma che stiamo plasmando — un’arma che unirà la furia della natura, la forza delle bestie e la volontà degli elementi — ci manca un solo frammento, un ultimo respiro di gelo che nessun fuoco può sciogliere.
Ci occorre una reliquia rara come il silenzio prima della tempesta:
una Scheggia di Ghiaccio Eterno.
Non un ghiaccio qualunque.
Non un cristallo trovato sulle montagne o catturato dalle tempeste.
Ma il ghiaccio che nasce nella gola degli abissi, là dove la luce muore e il freddo diventa memoria degli antichi dèi.
Solo le grandi creature degli oceani del Nord lo custodiscono.
Colossi che nuotano tra onde alte quanto mura, spiriti del mare incarnati in scaglie e zanne.
Da loro soltanto può essere estratta una scheggia che non si scioglie, non si spezza,
che conserva il gelo del mondo com’era all’alba delle ere.
Portateci questa scheggia, e la nostra forgia potrà finalmente risvegliarsi.
La lama prenderà forma.
E il mito potrà respirare.
E in cambio, per coloro che compiranno questa impresa fra il ghiaccio e la furia del mare,
noi offriremo un dono che pochi hanno visto, e ancor meno hanno indossato:
l’Armatura di Malyniria, forgiata dal grande drago verde delle foreste eterne.
Una corazza imbevuta del potere della natura stessa,
che non stride, non pesa, non tradisce con alcun rumore.
Un’armatura che attutisce i colpi contundenti come se la terra stessa vi proteggesse.
È il respiro della vita primordiale racchiuso nel metallo.
Infine, come per ogni altra impresa della nostra compagnia,
la Scheggia di Ghiaccio Eterno dovrà essere consegnata in qualunque tempio del Dio delle Illusioni.
Entrate, cercate il Clown, e solo a lui affidate il vostro tributo.
Ogni tempio ne ha uno, e tutti sanno chi è.
Così parliamo noi, la Compagnia di Greyschool.
Chi fra voi avrà il coraggio di sfidare il gelo delle profondità
e tornare con un frammento dell’eternità?”