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La caduta delle Stelle
Emnotork
Astri si vedono precipitare, impattano nel cielo, si spezzano in mille frammenti, nulla però arriva su Emnotork. Da Pyper Jubb (Vedi numero precedente ) sino al concilio dei draghi, a Darren il Metamorfista e a Sargon Prescott, ognuno ha detto la sua, persino Re Kalimath III dei nani dell’impero dell’ovest ha rilasciato una dichiarazione.
Pyper Jubb ha confermato che arriveranno a distruggere Emnotork, che il cielo cadrà e dovremo essere pronti.
Il concilio dei draghi si è espresso tramite il Sommo Bracodonio che si è detto allerta, ma contrario alle troppe speculazioni derivanti da scritti antichi, profezie e vaneggiamenti.

Darren il Metemorfista invece si è mostrato poco propenso a credere che la questione sia di secondo ordine e ha parlato della luna, quella che nelle notti vediamo nei nostri cieli Emnotorkiani. Darren ha detto una frase soltanto: “La luna sta morendo…”
Sargon Prescott si è mostrato sibillino quanto Darren, dicendo che nella storia le tabule rase esistono, sono uno strumento vitale, come il ciclo naturale di vita, morte e non-morte. Tutto ha un inizio e tutto ha una fine.
Re Kalimath è stato più pratico, come ogni buon nano e ha dichiarato: “Il mio più caro amico è Kobiashi, il gigante delle stelle, lui è precipitato dalla luna molto tempo fa. Non temo niente che possa venire dal cielo, il mio popolo è protetto sottoterra e siamo pronti ad ogni cosa!”
L’eredità della Necromanzia del ciclo di Xereo Prescott
Emnotork

Una decade fa, il più grande negromante di tutti i tempi si era eclissato, nel 1471 aveva preso la decisione irrevocabile di non partecipare più al ciclo delle reincarnazioni. Molti sostengono che avesse previsto l’avvento della Tecnomanzia e che abbia deciso, dopo secoli di veglia sulla propria area di pertinenza magica, di spogliarsi di ogni responsabilità. L’atto finale è stato compiuto pochi mesi orsono, quando dopo avere dato la sua benedizione allo gnomo non-morto Cloak per succedergli nell’amministrazione della negromanzia a Seta di Sabbia, ha eletto il suo secondo figlio prediletto, Ophet, come responsabile delle sue tre torri di magia dislocate nel canale di Quata e nella regione del Re Ragno. Il tempo di Xereo Prescott in Emnotork si è concluso, molti sono gli esperti di spiriti che dichiarano il suo dissolversi nell’eterno senza ritorno. Riposa in pace negromante.
Le Natiche d’Oro (GDR 10)
Mesa Negra
Dopo una lunga assenza, il gruppo di avventurieri è riapparso a Mesa Negra, portando con sé uno dei membri della Capitaneria di Porto e il racconto di un viaggio oltre la realtà. Sarebbero rimasti intrappolati nel Regno dei Sogni, in una zona distorta da un’entità chiamata Diaicca: un essere tormentato dal dolore e dall’ossessione, che aveva preso di mira Dadorys, attirato dalla somiglianza delle loro storie — entrambi segnati dalla perdita di un fratello o una sorella.
Per liberarsi, gli eroi hanno affrontato visioni e incubi: i Cavalieri dell’Ossessione, gli Uccellacci del Disprezzo e infine il temibile Mietitore dell’Apatia. Ma la svolta è arrivata quando hanno risvegliato un’antica figura onirica: la Gigantessa Dorata, un tempo speranza perduta di Diaicca.
Secondo quanto riferito dai protagonisti, il suo potere si è manifestato solo dopo averne ammirato “le natiche d’oro”, dettaglio che gli avventurieri hanno sottolineato più volte, con entusiasmo quasi reverenziale.
Ora che sono tornati, la calma non è garantita: altre presenze sembrano aver messo gli occhi su di loro. E il sogno, si sa, non dimentica.
La Minaccia a Scaglia Nera (GDR 47)
Seta di Sabbia
Il Tritone dal titolo di Re Malvar è scomparso e il Concilio della città sotto la capitale Seta di Sabbia ha scelto il suo successore e nuovo rappresentate di Malvar: Errol Silverskin. La sua compagnia è stata protagonista di un caso più unico che raro: il tentativo di far scomparire Scaglia Nera dalle mappe di Emnotork, sede e capitale dell’Imperatore Dio Drago Shekkar.
La compagnia avrebbe scoperto il folle piano di un tecnomante di nome Olidar’Mantis che mirava a far sprofondare la capitale sotto il peso dei suoi stessi edifici. A quanto pare, Scaglia Nera sarebbe stata solo la prima di una serie di grandi insediamenti presi di mira dalla follia del tecnomante ma grazie alla compagnia delle Giarrettiere, la sua utopia non è più una minaccia. A seguito della sua temerarietà nonostante la chiesa di Shekkar e il comandante della milizia She-Karati lo abbiano ostacolato in ogni modo, Errol Silverskin ha portato la verità per conto di Malvar, arrivando da semplice pescatore di ritorno da un lungo pellegrinaggio per mare ad essere scelto come nuovo Re Malvar, segno che la fede del dio dei mari, della vita e della tempesta non è solo appannaggio delle creature acquatiche di Emnotork.
La città sotto la città ora ha un nuovo leader, ed il suo nome è Errol Silverskin. Il prossimo passo pare sia un incontro ufficiale tra Re Malvar e la regina Alicia Sidius di Seta di Sabbia, nella speranza che i vecchi trattati e l’alleanza tra Malvar e la casata Voran proseguano per un ancor più saldo legame negli anni a venire.
Sorge il Necromante Bianco (GDR 47)
Seta di Sabbia
Ophet O’Ran, necromante dalle vesti bianche per titolo di nascita di una facoltosa famiglia di incantatori, è stato scelto da Xereo Prescott in persona per spalleggiare l’operato del suo pupillo Cloack Munder a Seta di Sabbia, ottenendo le chiavi delle sue torri nel Canale di Quata. Quando al Grande Necromante Prescott è arrivata voce delle imprese di Ophet e della sua compagnia, ha deciso di incontrarlo personalmente dopo aver interrogato gli spiriti e operato diverse divinazioni: tutte le risposte hanno confermato le aspettative di Xereo Prescott.
Ophet O’Ran è ora in possesso di tutte le conoscenze, gli esperimenti, il potere e le responsabilità delle tre torri necromantiche, nella speranza di portare nel mondo accademico la voce della necromanzia come arte necessaria anche al di fuori della capitale. Xereo Prescott, ora, ha dichiarato che lascerà Emnotork per sempre.
Il Castello d’Onice (GDR 11)
Dita di Vorrath
Nel cielo sopra le Terre Alte aleggia una nuova minaccia: il Castello d’Onice, un tempo austera fortezza del Conte di Ferro, è stato sollevato da terra in un’esplosione di magia oscura e ora vaga tra le nuvole come un colosso fluttuante e distorto. Le sue torri si piegano in direzioni impossibili, le mura si trasformano davanti agli occhi e, dalle sue profondità, si odono risa folli e urla di creature mai viste.
La responsabilità ricadrebbe su un gruppo di avventurieri, recentemente saliti agli onori della cronaca per aver vinto il Torneo di Pontebianco. Dopo quel trionfo, i guerrieri sarebbero stati incaricati da un sacerdote del culto di Urzamel — un dio legato all’inganno e alle illusioni — di recuperare un oggetto magico nascosto proprio nel Castello d’Onice. Giunti lì, furono poi contattati da due misteriose figure: il paladino Asfaldo e il mago Thin Ael Sad, entrambi coinvolti in una maledizione che imprigionava il mago tra le mura della fortezza.

La compagnia avrebbe accettato di aiutarli, calandosi nei sotterranei del castello per spezzare l’incanto. Ma al loro ritorno, qualcosa è andato terribilmente storto: la maledizione è esplosa, scatenando la trasformazione della fortezza in un castello volante instabile, popolato ora da mostri e maghi impazziti. Asfaldo e Thin Ael Sad sono dispersi.
Il Conte di Ferro, assente al momento dell’evento, ha chiamato l’Inquisizione di Bracodonio per interrogare i responsabili. Ma gli avventurieri si sono dileguati con mezzi magici prima di poter essere trattenuti. Alcuni parlano di errore, altri di inganno divino. In ogni caso, il cielo non è più sicuro.
Le Battaglie della Legione (GDR 15)
Deserto di Howk

Il nome dell’Irriducibile Legione si sta diffondendo anche nel Deserto di Howk e nella Foresta della Vita. Questo gruppo di eroi, ormai avventurieri veterani, sta combattendo una battaglia per tutta Emno-tork: Omegran si sta muovendo e la sua influenza sul Mare Sotterraneo sta crescendo sempre di più. Ora punta a qualcosa di molto più grande e vasto di Emno-tork. L’Irriducibile Legione ne segue le tracce da mesi ormai, portandoli a Teliavar, base dei Confinanti, e a Sylveth, dove sono riusciti a liberare l’antichissimo Matusalemme Tauros dalla sua maledizione secolare. Hanno trovato una chiave, però, qualcosa che possa arginare i poteri del Signore degli Abissi: i Sette Sigilli del Firmamento, artefatti di potere stellare ormai dimenticati. La battaglia dell’Irriducibile Legione è ancora lontana dall’essere conclusa e queste piogge di fuoco non promettono bene, ma tutti dobbiamo avere fede in loro. Lunga vita alla Legione!
I Protettori Segreti (GDR 87)
Emnotork

I Graffi nell’Ombra, ecco il nome di un gruppo di avventurieri che dovete ricordare. Magari non saranno ancora sulla bocca di tutti, ma proteggono Emno-tork muovendosi nelle ombre e sventrando complotti. Dopo aver ucciso una delle menti più geniali e pericolose al servizio dei tecnomanti, hanno viaggiato fino all’Archen, e ora, insieme a un altro gruppo di avventurieri (GDR 84) possiedono l’unico artefatto in tutta Emno-tork che possa liberare un’anima da un nucleo tecnomantico, dando un enorme potere alla Mano del Grano. Purtroppo, hanno scoperto da poco che “il Custode”, una figura misteriosa della Confraternita dei Silenti di Città di Stagno, li ha traditi dopo aver cercato invano di farsi consegnare suddetto artefatto. E ora si sta vendicando, puntando a sottrargli ciò che amano di più. Tuttavia qualcosa si muove dietro al Custode e sempre più individui gridano “Loro ci guideranno e saremo come dèi!”. Non sappiamo cosa sia, ma i Graffi nell’Ombra non demordono e, nelle tenebre, affilano gli artigli.
Corallo Libero si Impone (GDR 6)
Emnotork
La città di Corallo Libero ha finalmente ottenuto la riconoscenza come città indipendente. Corallo Libero è stata fondata sei mesi fa dalla orchessa esule Nirsha e il capitano nano Asciaspada. I due si sono incontrati su un’isola sperduta a ovest di Mesa Negra a seguito del naufragio della nave del capitano nanico. La città è cresciuta enormemente durante la guerra nel Mare Stretto, raccogliendo un gran numero di reduci Sahuagin e uomini pesce che hanno deciso di dedicarsi a una vita più calma e pacifica abbandonando le razzie e i combattimenti che li avevano segnati. La città ha ricevuto attenzione solo di recente, quando un concilio dell’inquisizione ha scelto l’isola come terreno neutrale. Elias Tumbadir, la fata Nyssandra e la principessa degli elfi della radice Syleria, hanno partecipato a questo incontro che ha portato al riconoscimento di Corallo Libero come città indipendente sotto la protezione di Mesa Negra. In molti sono già partiti a scoprire questa nuova terra, curiosi delle tradizioni degli uomini pesce e del loro commercio di materiali sottomarini. Nonostante l’entusiasmo, non mancano le preoccupazioni. Molti ricordano con orrore le razzie dei Sahuagin e non sono contenti di questa loro nuova facciata. Alcuni testimoni affermano di aver visto la confraternita dei corvi blu attaccare l’isola e insediarsi al suo interno, giurando inoltre che quattro cavalieri dell’inquisizione abbiano perso la vita nel tentativo di difendersi, tuttavia nulla è stato confermato. Infine, molti sospettano che il concilio sia stato fatto soprattutto per decidere il destino di una compagnia di avventurieri che da tempo crea problemi a Capriccio di Gibbler, soprattutto per il pericoloso artefatto che si dice possiedano. A conferma di ciò è il legame di parentela madre e figlio che unisce la regina Nirsha con uno degli elementi di questo fantomatico gruppo. Quando interrogato sui motivi dell’incontro Elias Tumbadir non ha rilasciato dichiarazioni, affermando però che non vuole danneggiare il delicato equilibrio che è appena stato ristabilito.
Il Caos Colpisce Ancora (GDR 66-69)
Emnotork

Nonostante la fede nel grande Eiak sia ormai diffusa, rimane una divinità il cui estremismo si è spesso rivelato pericoloso.
Ma fortunatamente un nuovo sodalizio nato fra la compagnia dei 6 del 66 e il Patto delle Ceneri è riuscito a metterci una fondamentale pezza.
Una compagnia tecnomantica legata alla religione del caos, soprannominata dalle nostre fonti “la confraternita senza nome”, ha avuto come obiettivo il far ascendere Malrik (Il fondatore) ad uno strato di esistenza superiore, sfruttando l’assorbimento del brodo primordiale stesso come fonte di energia e potere, da usare per i suoi scopi personali.
Per fermare questo processo terribile, che avrebbe comportato una potenziale riscrittura delle leggi stesse della fisica del nostro mondo, gli avventurieri sono riusciti ad avere accesso ad una delle regioni dell’altrove più ostili e meno conosciute: la dimensione del paradosso, ove tutto è possibile, e niente mai ritorna. Contro ogni aspettativa, i nostri eroi hanno combinato lunghe ricerche scientifiche e grande supporto divino per riuscire a sopravvivere all’immensa ostilità del luogo per qualche minuto, tempo sufficiente per uccidere il tecnomante malintenzionato. Qualcuno dichiara che siano usciti sani e salvi da quel luogo terribile portandosi addirittura dietro
qualcuno,ma non esistono conferme ufficiali a riguardo.
Ciò che invece possiamo confermare con decisione è l’assoluta bravura politica di shana: imprenditrice, filantropa e bellissima donna di Minashadi! Leggenda narra che sia così buona e altruista che, ovunque ella vada, il numero di orfani si riduca drasticamente.
È così attenta all’estetica della sua città che spesso si adopera personalmente per la rimozione di edifici superflui, che crollano con grazia sotto i colpi del suo team.
A shana piace l’azione: prima si uccide il nemico, e poi si fanno le domande.Presto la nostra monaca preferita proverà ad imporre con la forza un’elezione democratica ove sarà probabilmente l’unica candidata. Grazie per importare a Minashadi la democrazia!
Oggi il giornale del Drago dice: vota Shana! Colei che non corromperebbe mai nessuno, tantomeno le testate giornalistiche.Ed è proprio questa benefattrice a chiedere oggi l’aiuto di tutti gli avventurieri del continente. Riporta oggi al nostro giornale:“Offro 20.000 monete d’oro a chiunque mi porti informazioni autentiche e verificabili sul druido Ashwénder. Ti vengo a prendere, merda!”