La Chiacchiera del Vicolo,
Emnotork, Miraggi di Velen meridionali,
Reame Boscoso dei Shevarà,
La via Velata della Zona proibita,
da qualche parte sottoterra…
Estratto dal Diario di viaggio di :

Sacerdote di Sol della Tribù degli Elfi del Deserto di Velen
…Che la bontà di nostro signore Sol ci mantenga sulla retta via.
Ho perso la percezione del tempo. Da quanto ci troviamo qui sotto? Ore? Giorni? Non riesco più a capire. I miei compagni stanno cadendo sempre più vittima delle negatività di questo luogo, perdendo tempo in modi inspiegabili. La passività di Hyperion è preoccupante così come il suo silenzio e le poche volte che parla, lo fa con un distacco non indifferente. E’ come se qualcosa lo stesse assopendo dentro di sé, impedendogli di andare avanti nel cammino. I silenzi di Milos sono altrettanto impressionanti; non che il nostro amico fosse mai stato eloquente, tuttavia il suo sguardo distante – come se con la mente fosse altrove – sta divenendo fonte di grande pensiero. Non voglio pensare cosa farà Thamior quando perderà totalmente il controllo di sé. La maschera di fredda razionalità dietro cui si nasconde, si sta crepando sempre di più. Poco fa ha dato in escandescenza arrivando a usare un linguaggio che non gli è mai appartenuto. Da una parte comprendo anch’io la sua intolleranza; siamo fermi da ore in queste camere e nonostante le insistenze di Althea e Bashir sul voler andare avanti, Hyperion ha suggerito di ritornare all’inizio ripercorrendo le stanze già visitate. Non mi sento di biasimare la reazione di Thamior nel constatare che ci fosse anche chi gli stesse dando ascolto; tuttavia – e mi duole ammetterlo – la mia fiducia sta calando nei confronti del mio buon amico dorato. Thamior non ha mai avuto interesse nel percorrere questo pellegrinaggio e se si trova ancora con noi, è soltanto per affrontare la corruzione di questo luogo, considerata una minaccia per la sua terra e il suo popolo. Se ci fossimo trovati fuori il regno dei Shevarà’zahàd, non escludo che ci avrebbe abbandonati da tempo. Spero solo che questa sua indole non permetta all’Oscurità di questo luogo di raggiungere la sua anima. Non oso immaginare cosa potrebbe fare se il Male si risvegliasse dentro di lui. Nonostante questi miei timori, continuo ad essere fiducioso. Il Padre ci sta guidanto ed alcuni tra noi – Althea, Bashir ed anche la dolcissima Amwe – si stanno mantenendo nella strada del giusto. Inoltre c’è qualcun altro che sembra essersi unito a noi, colui che è stato anche la ragione per cui sono sopravvissuto al rapimento dell’Entità. Un enorme cane nero. Non ne avevo mai visti di così grossi, in verità non credo nemmeno che esistano cani di queste dimensioni – grosso quanto un cavallo e pesante almeno duecento chili – ed il loro aspetto è oltremodo curioso. La sua pelliccia è nera come la notte così come lo sono i suoi occhi: globi neri privi di luce in cui è impossibile distinguere sclera, iride e pupilla. Occhi che non dovrebbero appartenere in questo mondo. Non nascondo di avere una sinistra sensazione ogni qualvolta incrocio il suo sguardo. Se dovessi basarmi unicamente sul suo aspetto fisico, oserei quasi dire che questo cane sia una creatura generata dalle tenebre che stiamo combattendo. Eppure, la sua indole è l’esatto opposto della sua presenza minacciosa; buono, mansueto, amichevole. E’ come se cercasse la presenza e l’attenzione di qualuno. E’ come s fosse in grado di comprendere il nostro stato d’animo. Non so cosa dire o pensare. Abbiamo perso molto tempo nella camera dei quattro sigilli ed alla fine, dopo l’esplosione rabbiosa di Thamior, ci siamo decisi a proseguire con l’esplorazione anziché ritornare a ispezionare le stanze già visitate – come proposto inizialmente da Hyperion.
L’accesso ad un nuovo corridoio era ostruito da un groviglio di letali radici pronte ad avvolgerci al minimo contatto. Fu lì che Bashir ebbe una brillante idea. Prese il Sale del Meriggio che avevamo trovato nella camera delle anfore vuote e ne sparse una manciata su una porzione di terreno ricoperto dalle radici. Non appena il sale magico si sparse, queste si essiccarono fino a vaporizzarsi assieme ad ogni traccia di sporco che ricopriva il suolo. Nel giro di una mezza dozzina di manciate, Bashir e Althea ripulirono dalle radici sia il pavimento che l’accesso ad un nuovo corridoio.
Ci siamo imbattuti in una specie di magazzino. Ho suggerito a Bashir di usare lo specchio per orientarsi e investigare su ogni stanza che troveremo. Grazie allo specchio abbiamo individuato un paio di pergamene e due ampolle nelle quali è stata infusa la luce del sole. Studiai le pergamene riconoscendo le preghiere della magia divina. Ne usai una per ristorare Bashir dalla forza vitale perduta e conservai l’altra – che mi avrebbe consentito di curare me e tutti i miei compagni in un unico istante – mentre le ampolle furono divise tra Bashir e qualcun altro.
Althea rinvenne anche alcuni frammenti da cui è stato possibile recuperare frammenti di testo scritte nella lingua dei Shevarà’zahàd. Questi frammenti non erano antichi come questo luogo ma erano stati scritti da elfi in tempi più recenti. I frammenti facevano riferimento ad una porta chiusa da quattro sigilli ed era anche presente una specie di mappa che rivelò l’ubicazione di un secondo complesso sotterraneo situato proprio sotto le camere in cui ci troviamo. Inoltre, cosa curiosa, la mappa mostrava un tragitto che, dal complesso inferiore, avrebbe permesso di risalire in superficie in quello che, a dire di Althea, sarebbe stato il Santuario di Sol che stiamo cercando. Tuttavia c’era anche un ulteriore elemento sulla mappa che ci destò preoccupazione. Un segno era evidenziato proprio sotto il secondo complesso, bassato con una X. Cosa stava a significare?
Poco dopo giungemmo in una stanzetta dove abbiamo rinvenuto la salma essiccata di una creatura, probabilmente un cugino elfo. Era rannicchiato contro la parete, le vesti logore recavano decorazioni che richiamano il culto di Mithàr e tra le mani stringeva un medaglione che Bashir si apprestò a cercare di recuperare. In altre situazioni non avrei permesso una cosa simile ma considerato il luogo in cui ci troviamo immagino che Sol ci perdonerà se tentiamo di appropriarci di un oggetto che potenzialmente utile per la nostra missione sacra. Per questa blasfemia, giuro sul Padre che faremo tutti ammenda in un secondo momento.
Intanto, “Nerone” – così i miei amici hanno soprannominato l’enorme cane nero – iniziò ad abbaiare incessantemente…
…(Continua)
La Compagnia di Mirath Almèris:

Altea Sand,
Una giovane aspirante archeologa ossessionata dagli studi del leggendario Impero Dimenticato, la cui vita è stata segnata dall’attivazione involontaria di un Portale Magico interconnesso con i Mondi Esterni dell’Altrove. I poteri magici che ha sviluppato a seguito dell’esposizione dei venti cosmici fuoriusciti dal portale, rendendola una Mente aberrante, son divenuti una risorsa preziosa per le sue ricerche archeologiche future. Seppur ora desidera imparare a controllare e far evolvere i suoi poteri psionici, conserva dentro di sé il sogno di divenire un giorno archeologa come i suoi genitori.

Bashir “Ultimo falco”,
nato e cresciuto come un figlio delle Tribù del Deserto di Velen, ultimo superstite della sua tribù, sopravvissuto alle infestazioni della Prole del Grande Scorpione nonché al Grande Gelo, questo giovane Cacciatore è stato addestrato da uno degli Eroi dei Miraggi di Velen per sopravvivere nei territori desertici più ostili e combattere le creature che li popolano.

Hyperion Solkàris,
nato umano nella nobile famiglia dei Solkàris, dopo aver perso i genitori da infante ed esser stato adottato da suo zio, questo giovane nobile ha scoperto a 18 anni della sua natura angelica di Luminar quando la sua anima celestiale si è destata. Questo risveglio angelico ha fatto nascere in sé una profonda fede nei confronti di Sol, il Dio del Sole, al quale ha deciso di prestare giuramento combattendo come suo Paladino.

Amwë Miriel Vaëltharion,
Bardo degli Spiriti e nobile elfa Eladrin appartenente ad un antico casato di artisti e mecenati dell’altissima società di Silen’mör, la capitale magica del Reame Boscoso dei Shevarà. Guidata dalla saggezza degli spiriti, è alla costante ricerca di storie e fonti di sapere del presente, passato e futuro.

Milos Ondarossa,
un giovane guerriero con un passato militare, dopo aver perso suo padre si è trasferito a Minar Almèris e lavorare come vigilante. Come segno di gratitudine per essere stato accolto dalla famiglia Solkàris dopo la morte del padre, ha deciso di servire Lord Cassian con fedeltà e lealtà.
Alleati (PNG):

questo Elfo del Sole originario del Reame Boscoso dei Shevarà’zahàd si è trasferito a Mirath Almèris per divenire apprendista di suo zio, da cui ha appreso le arti arcane. Sapiente dedito alla tradizione arcana dell’Ordine degli Scribi, questo giovane mago è ossessionato dal raggiungimento della perfezione attraverso lo studio e la conoscenza.

questo enorme ed insolito cane dal pelo e gli occhi totalmente neri, è comparso un giorno incrociando il proprio cammino con quello della Compagnia di Mirath Almèris, decidendo di unirsi al gruppo e seguirli nel loro destino. La sua straordinaria intelligenza è pari alla sua empatia e, nonostante la mole di un metro e mezzo al garrese per 200 kg di peso, ha un’indole piuttosto mansueta.
Una risposta
Fatemi uscire da sto posto infernale!!! Non ne posso più… Troppa gente che parla ma non agisce.. Giuro che li lascio indietro la prossima volta che aprono bocca solo per farlo.
Almeno abbiamo trovato un nuovo amico… Come fa Thamior a non fidarsi di Nerone… Se fosse un ombra o un essere con cattive intenzioni ci avrebbe già ucciso… Ha avuto fin troppe occasioni per ucciderci… Ma poi è così carino… Lo voglio adottare… Sai come ci scalda nelle notti fredde….